martedì 8 agosto 2017

LA LOGGIA POTENTE CHE UCCISE ANCHE GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO


Loggia Scontrino di Trapani, tra i frequentatori c'era Mattarella. La precisazione del Quirinale.
Loggia Scontrino di Trapani, tra i frequentatori c’era Sergio Mattarella, oggi Capo dello Stato. Spunta infatti  il nome di  Mattarella tra quelli dei frequentatori delle iniziative pubbliche del circolo “Scontrino”, il centro culturale che negli anni ’80 rappresentava un vero e proprio tempio massonico. E che ora la Corte d’Assise di Trapani definisce un paravento di Logge infestate da elementi mafiosi. E lo fa nell’ambito della sentenza Rostagno in cui, dopo 26 anni di indagine, i giudici ammettono che ad uccidere il giornalista Mauro Rostagno, il 26 settembre del 1988, fu Cosa Nostra, per tappargli la bocca.



A riportare la notizia è Il Fatto Quotidiano:
C’erano Calogero Mannino e Carlo Vizzini, ma anche il capo dello Stato Sergio Mattarella (all’epoca deputato Dc) tra i frequentatori delle iniziative pubbliche del circolo “Scontrino”, il centro di cultura ospitato in un palazzo barocco, che negli anni ‘80 nascondeva un vero e proprio tempio massonico e che ora la Corte d’Assise di Trapani, nelle motivazioni della sentenza Rostagno, definisce un paravento di logge infestate da elementi mafiosi del calibro di Gioacchino Calabrò, l’artificiere della strage di Pizzolungo.
Quando, l’11 Aprile del 1986, la polizia perquisì il circolo, nel centro storico trapanese, scoprì l’esistenza di 6 diverse logge. E agende e rubriche piene zeppe di numeri di telefono di politici locali e nazionali. E ora sono elencati nelle motivazioni della sentenza con cui la Corte d’Assise il 16 maggio 2014 ha condannato il boss Vincenzo Virga e il killer Vito Mazzara, in quanto rispettivamente mandante ed esecutore dell’omicidio del giornalista.

In quell’elenco compaiono i nomi di Calogero Mannino e Carlo Vizzini, ma anche l’attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all’epoca deputato della Dc.

Poco prima di essere ucciso Rostagno indagava proprio sulle logge. Il suo assassino, per mano mafiosa, è maturato nell’ambito di”trame collusive delle cosche con altri ambienti di potere” trapanese. Continua l’articolo di Sandra Rizza:

QUANDO, l’11 aprile 1986, la polizia perquisì il circolo di via Carreca, nel centro storico trapanese, saltarono fuori sei logge: Iside, Iside 2, Osiride, Ciullo d’Alcamo, Hiram e Cafiero, ma anche una copiosa documentazione di agende e rubriche fitte di numeri di telefono di esponenti politici locali e nazionali. I loro nomi, ora scolpiti nero su bianco nel verdetto su Rostagno, li aveva già elencati in aula il generale Nazareno Montanti, ex dirigente dei carabinieri di Trapani: “Sergio Mattarella e Francesco Canino, entrambi Dc, Carlo Vizzini del Psdi, e l’ex sindaco di Trapani Erasmo Garuccio”. Informazione confermata da Paolo Scontrino, una delle fonti più introdotte nel circolo, che nel suo verbale reso alla Criminalpol il 28 ottobre nel 1986, raccontò come il centro Scontrino organizzasse “conferenze alle quali mi risulta abbiano partecipato l’on. Sergio Mattarella, l’on. Vincenzino Culicchia (oggi Pdr), l’on. Francesco Canino (morto nel 2014)”ma anche “il rabbino Toaf” e ancora “lama tibetani, tale padre Antonj di religione Indù, Dacia Maraini… e altri’’.

Nella perquisizione si trovò anche una lettera di Mannino, datata 24 ottobre 1984, e indirizzata al Gran Maestro Giovanni Grimaudo, nella quale il politico informava che era stato concesso al centro Scontrino “un contributo in denaro”. Poco prima di essere ucciso, Rostagno indagava proprio sul mondo delle logge. L’avvocato Antonio Marino, ex segretario del Pci a Trapani, ha rivelato che sulla scoperta della loggia segreta Iside 2, alla quale erano iscritti “soggetti importanti”(oltre a Calabrò, il mafioso Natale L’Ala e il principe Gianfranco Alliata di Montereale, coinvolto e poi prosciolto dall’indagine sul golpe Borghese), si era confrontato con Mauro più di una volta.

L’avvocato racconta che il primo editoriale sul caso Scontrino firmato da Rostagno, il 22 febbraio del 1988, fu connotato da una “plateale banalizzazione della vicenda”: fino ad insinuare che fosse tutta “una montatura di Sergio Mattarella per colpire l’avversario Canino”. In realtà, ha raccontato Marino: “Mauro mi disse: faccio finta di non aver capito, perché è una cosa grossa e voglio indagare ancora”. Il legale racconta anche che Rostagno volle incontrare il giudice istruttore Nunzio Trovato, per riferirgli che si era recato al circolo Scontrino, scoprendo che Licio Gelli per due volte era stato a Trapani, proprio nel periodo della costituzione di Iside 2, anche se Grimaudo ha sempre smentito.

PROFESSORE di filosofia, l’organizzatore delle iniziative culturali del circolo Scontrino era proprio il Gran Maestro, che esibiva le sue conoscenze con i politici, mentre teneva riservate le amicizie con l’avvocato catanese Michele Papa, che vantava precedenti per banda armata, e con Pino Mandalari, il commercialista di Totò Riina. Parlando delle relazioni altolocate di Grimaudo, però, la “gola profonda” Paolo Scontrino ha spiegato che era così notorio il suo ruolo di Venerabile, da presumere “che i personaggi invitati alle conferenze sapessero di avvicinarsi ad ambienti massonici”. È stato il maresciallo dei carabinieri Beniamino Cannas, uno dei testi per i quali la Corte d’Assise ha chiesto la trasmissione degli atti in Procura, ad interrogare Paolo Scontrino: non provò neppure, rilevano i giudici, ad “approfondire il coinvolgimento del circolo in traffici d’armi o tresche con i servizi”. Né si scomodò a passare il verbale ai pm del delitto Rostagno: “sebbene contenesse spunti investigativi quanto meno rilevanti
LA PRECISAZIONE DEL QUIRINALE.  In riferimento all’articolo pubblicato il 29 luglio a pagina 1 e 2 da il Fatto Quotidiano con il titolo “Mattarella ospite del circolo della loggia massonica deviata” a firma di Sandra Rizza, l’Ufficio Stampa del Quirinale precisa quanto segue:

Sergio Mattarella non ha mai tenuto alcuna conferenza al circolo “Scontrino”, di cui non è stato affatto “frequentatore” delle iniziative. La sola volta in cui è venuto a conoscenza dell’esistenza di questo circolo è stata, nei primi anni Ottanta, in occasione della conferenza, sulla giustizia tributaria, di un suo collega professore della Facoltà di Giurisprudenza di Palermo che lo ha invitato ad assistervi. Sergio Mattarella si è recato ad ascoltarlo, apprendendo in quella sede che la conferenza era promossa da un circolo denominato “Scontrino”, a lui del tutto sconosciuto e con il quale non ha mai avuto, né prima né dopo, alcuna relazione o contatto di qualsivoglia genere.

http://www.ilmattinodisicilia.it/loggia-scontrino-di-trapani-tra-i-frequentatori-cera-sergio-mattarella-oggi-capo-dello-stato/#oy35cs12XqH1hFG3.99




I trent’anni della Loggia Scontrino di Trapani. Affari e protezione per i mafiosi 
Sono passati trent’anni da quell’aprile del 1986 quando a Trapani sotto l’insegna del circolo culturale “Centro Studi Scontrino”, il cui direttore era Gianni Grimaudo, venne scoperta la più grande rete di logge massoniche in Sicilia. Era, esattamente il 6 aprile dell’86, quando il capo della Squadra Mobile di Trapani, Saverio Montalbano, quello vero, non quello della fiction, fece irruzione con i suoi uomini presso il Centro Studi dove in realtà si celava la sede di ben sei logge massoniche: Iside, Iside 2, Hiram, Cafiero, Ciullo d’Alcamo, Osiride, e una settima, scoperta successivamente e chiamata Loggia C. Lo spunto di quella indagine era arrivato alla fine del 1975, quando in Questura a Trapani arrivò un esposto che denunciava delle irregolarità sulla nuova nomina del comandante e del vice comandante dei Vigili. Nella lettera oltre alle irregolarità per il concorso si suggeriva di indagare sulle logge del circolo culturale Scontrino.

I poliziotti nel corso del blitz sequestrano gli elenchi di sette logge massoniche con 200 iscritti, e, da un primo esame, la documentazione sembra regolare. Indagini più accurate del Capo della Mobile intuiscono che c’è in realtà una loggia coperta e i suoi quasi cento iscritti non erano presenti negli elenchi ufficiali. L'inchiesta continua ed emergono i primi nomi segreti. C’erano tutti nella loggia massonica coperta; dai funzionari del Comune e della Provincia, al burocrate della Prefettura, ma anche imprenditori edili, commercianti, un deputato della Democrazia cristiana, e boss mafiosi. Ma chi erano gli appartenenti a quella loggia che riuniti in un comitato decidevano le sorti della città di Trapani e forse dell’intera provincia. C’era l'assessore regionale democristiano agli Enti locali Francesco Canino, l'ex assessore provinciale dc Salvatore Bambina, il primo dirigente della prefettura, alcuni dirigenti del Comune, tra cui Bartolomeo Agugliaro, Giuseppe Ferrauto, Giovanni Soldano, e Filippo Sparla, Segretario generale della Camera di Commercio di Trapani, arrestato nel 2001 per lo "Scandalo Asili Nido" e più di recente consulente dell’ex sindaco di Marsala Giulia Adamo. Venne invece assolto, con sentenza definitiva nel 1993, il vicequestore Saverio Bonura. C’era il questore Giuseppe Varchi iscritto alla P2 con la tessera n. 908, il comandante dei vigili urbani, il sacerdote don Agostino Coppola, nipote del mafioso Frank Coppola. Poi c’erano altri colletti bianchi come Francesco Ingrande, funzionario della Commissione provinciale di controllo, il maresciallo dei vigili urbani di Trapani Nino Corselli. Accanto a questi personaggi delle istituzioni, c’erano anche i boss mafiosi: Mariano Agate di Mazara del Vallo, Natale L'Ala di Campobello di Mazara, Mariano Asaro di Castellammare del Golfo, ricercato per avere organizzato la strage al tritolo di Pizzolungo, Vincenzo Rimi figlio di Natale Rimi, boss della famiglia di Alcamo, e Gioacchino Calabrò ritenuto l’autore della strage di Pizzolungo.

Ma che cosa successe, dopo che venne portata alla luce quel comitato d’affari politico-imprenditoriale-mafioso? Come per altri investigatori che a Trapani avevano scoperto intrecci tra le istituzioni e la criminalità organizzata, fra questi il Commissario Peri o lo stesso Ninni Cassarà, qualche giorno dopo la perquisizione allo Scontrino, il capo della Squadra mobile Saverio Montalbano venne sospeso dal questore Mario Gonzales per un uso improprio delle auto blindate, era questa la motivazione ufficiale.
Le indagini condotte in seguito dalla magistratura scoprirono che la super loggia trapanese era legata alla P2, e che fu lo stesso Licio Gelli, nella primavera del 1980, ad inaugurare la loggia segreta di Trapani. Ci furono 34 comunicazioni giudiziarie indirizzate a uomini politici e boss, professionisti e burocrati e i magistrati indagarono anche sulle trame internazionali di Iside 2 oltre che con la criminalità organizzata. Nel dicembre del 1992 il direttore del centro Scontrino, Gianni Grimaudo, il numero due della Loggia, Natale Torregrossa, e altri sei fedelissimi della loggia segreta comparirono davanti ai giudici del tribunale di Trapani. Il processo si concluse con 3 anni di reclusione per Grimaudo e qualche anno in meno per Torregrossa.
La vicenda della loggia Scontrino è emblematica del fatto che già trent’anni fa la mafia aveva bisogno di un collante con le istituzioni, con i cosiddetti "colletti bianchi" per mantenere i propri traffici. La scoperta della loggia massonica Scontrino, poteva e doveva suscitare una reazione forte dello Stato che non c’è stata, e, invece, molti di quei personaggi hanno continuato a fare quello che facevano, facendo carriera in posti di rilievo della società trapanese. Tutto ciò spiega quali siano state e quali sono ancora oggi gli intrecci tra mafia, politica e affari di questa provincia, la cui vera caratteristica sul territorio è la presenza di logge massoniche che con la loro forza e impermeabilità oltre a garantire la copertura di affari di vario genere, come carriere, appalti, elezioni politiche, garantiscono anche quella protezione di cui ancora oggi lo stesso boss Matteo Messina Denaro usufruisce per continuare, quasi indisturbato, la sua latitanza.