giovedì 18 maggio 2017

18 Maggio 1939: auguri GIOVANNI FALCONE ♡

Auguri Giovanni♡

Buona lettura:
<<Ci sono uomini che con la loro semplicità sono riusciti a penetrare nel cuore di milioni di persone, trasmettendo un sublime senso di rispetto ed onore che rimarranno indelebili e che nulla potrà mai cancellare. Invero, ci sono stati e ci sono altri uomini che nonostante la prosopopea dei loro atti, ingigantiti dalla presunzione di rappresentare il centro del mondo, non trovano cittadinanza nell'animo delle persone oneste.
Giovanni Falcone, non l'uomo ma l'Uomo è stato colui, come Paolo Borsellino, che di certo ha avviluppato i cuori della stragrande popolazione italiana. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, e il privilegio di cibarmi della sua stima e fiducia. Insieme, abbiamo vissuto momenti felici e momenti tristi, ma mai abbiamo avuto il benché minimo tentennamento di “mollare” la nostra determinazione di combattere il cancro che attanagliava e tuttora attanaglia il nostro Paese, Cosa nostra!
Falcone, Uomo mite, buono, intelligente e con una carica umana che pochi uomini possono vantare di avere. Durante la nostra intensa attività, iniziata agli inizi degli anni 80 e culminata qualche mese prima di trasferirsi a Roma, non perdemmo la speranza di avere una Sicilia, una Palermo, libere da condizionamenti mafiosi. Ma purtroppo altri, vigliacchi, fecero il possibile per non far realizzare le nostre attese. Giovanni Falcone è stato l'Uomo più odiato, offeso, denigrato e non solo dai mafiosi, ma anche da una classe politica e dai suoi stessi colleghi. Non vi è alcun dubbio che l'opera di Giovanni Falcone ha dato la stura a risentimenti di una parte di Magistrati di Palermo. La lettera del “corvo” è stata la testimonianza di un acredine verso Falcone che non ha trovato uguali. La gelosia e la riconosciuta impotenza intellettuale dei suoi denigratori, non hanno consentito a Falcone di sedersi in quello scranno che per naturali eccelse qualità d'inquirente di razza, gli spettava.
Domani 18 maggio, ricorre l'anniversario della sua nascita, chissà quanti detrattori penseranno di rivolgergli un pensiero? Chissà cosa penseranno Brusca Giovanni, che azionò il pulsante del telecomando o Salvatore Riina che festeggiò brindando la riuscita della strage? A voi mafiosi tutti, che pensavate di essere i padroni della Sicilia, a voi politici che avete tratto linfa da Cosa nostra, dico che non siete stati e non sarete degni di essere considerati uomini d'onore, come invece lo era l'Uomo Falcone.
E, tutti coloro che hanno fatto a gara per delegittimare l'operato di Falcone, addirittura sbeffeggiandolo e accusandolo di essersi “venduto” alla politica per aver accettato l'incarico a Roma, oggi tacciano per favore! E mi spiace che taluni, indossino, ingiustamente i panni di mestieranti dell’antimafia post Falcone e Borsellino e Chinnici.
Il mio affetto verso Giovanni Falcone è noto, il mio affetto lo dimostro ogni qualvolta mi reco a trovarlo e prego innanzi alla sua tomba. Io, non dimenticherò mai l'ultimo nostro incontro: passeggiamo e parlammo senza profferire parole, era il nostro modo di comunicare. Parlarono i nostri cuori in ricordo degli amici che i beceri mafiosi ci tolsero anzitempo. Era felice quel giorno, era il suo ultimo interrogatorio di due mafiosi, credo di Villabate, condotto con la stessa determinazione e umanità di sempre: era in procinto di trasferirsi a Roma. 
Giovanni Falcone ha saputo scardinare i “santuari” di Cosa nostra, ha rotto alleanze, ha rotto regole consolidate e non scritte di Cosa nostra: ha avuto l'intelligenza di “trattare” con umanità coloro che sono divenuti collaboratori di giustizia, in alcuni casi io, sono stato testimone silente ma pronto a “parlare” con la macchina da scrivere. 
Giovanni Falcone: galantuomo siciliano che l'Italia non meritava di perdere prematuramente.>>