martedì 29 ottobre 2013

Cronistoria e CV politico del "MITO DI RENZI" (l'ebetino di Firenze)






Firenze gira in bicicletta, a Washington in limousine. Per la sua trasferta americana, Matteo Renzi non ha badato a spese. Lo studio delle determine per il viaggio del sindaco toscano del Pd è stato esaminato dal capogruppo Pdl al Consiglio comunale di Firenze, Marco Stella. Che fa notare come Renzi abbia speso 1.700 euro al giorno per il suo soggiorno statunitense dal 18 al 21 settembre 2011.

I conti in tasca - "Spunta la spesa di 2.168 euro per l’utilizzo di una limousine (così negli Stati Uniti viene definita una vettura di lusso con conducente). 87 dollari l’ora per un totale di 34 ore di utilizzo. Il conto totale della trasferta, per il solo sindaco, senza contare il suo accompagnatore da Empoli, ammonta a 6.764 euro, 4.043 per il volo aereo, 552 per il soggiorno al Four Season, 2.169 per il noleggio auto: un totale di 1.691 euro al giorno”, spiega Stella in una nota. Insomma il sindaco che "propugna i tagli ai costi della politica quando si tratta di se stesso smette i panni del  moralizzatore e veste quelli della rockstar” aggiunge il capogruppo Pdl. “Ci siamo sinceramente stufati delle lezioncine". Facendo due conti, se Renzi avesse preso una macchina a noleggio senza conducente avrebbe risparmiato circa 1600 euro.
Il macchinone era per lavoro -  Immediata la replica dell'entourage del sindaco: “Nessuna limousine, ma una vettura monovolume a 7 posti utilizzata per la necessità di spostarsi insieme a funzionari dell’ambasciata italiana e rappresentanti del National Geografic. Quindi nessun lusso, ma esigenze di lavoro”. Questa la replica di Luca Lotti, capo di gabinetto del sindaco di Firenze. Lotti ha anche ricordato che quella missione, in cui vennero discussi i dettagli dell’accordo con National Geografic per la ricerca sulla battaglia di Anghiari, ha portato nelle casse del Comune 250mila  dollari.
  
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Matteo Renzi detto il cazzaro:
"Io sto con Marchionne; Sì al nucleare; Sì alla Tav; Non voto il referendum per l'acqua pubblica; Licenziamenti facili? Se ne può parlare; Alziamo l'età pensionabile, Basta a parlare contro Berlusconi. Inoltre il programma presentato alla Leopolda è stato scritto dall'autore del grande fratello, cioé ambienti Mediaset. Fra le bischerate più famose che rimarranno nel firmamento televisivo è quella apprendista alchimista detta alla famosa Oncologa Patrizia Gentilini praticamente un Si agli inceneritori", quando era presidente della Provincia Toscana
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Renzi, l'ebetino di Firenze:
.fa parte di Comunione e Liberazione
.è favorevole al TAV
.è favorevole al nucleare
.è favorevole all’acqua privata
.è favorevole alla linea di Marchionne
.fa parte del PDmenoelle ed è favorevole ai rimborsi elettorali
.va a cena ad Arcore da Berlusconi
.ha un padre massone e della DC
.ha copiato i suoi programmi a destra e a manca
.durante una conferenza in cui l’oncologa Dott.ssa Gentilini parlava di studi medici e tecnici sugli inceneritori e del fatto che causano il cancro,
quel microcefalo di Renzi s’è permesso di insultarla dicendo che
"la Gentilini è un’apprendista stregone"
quando l'ebete Renzi è l’ultimo che deve parlare data la sua crassa ignoranza e tutti i conflitti d’interesse del PDmenoelle con la lobby degli inceneritori.
Informatevi e informate su chi è veramente Renzi,l'ebete di Firenze.
Sia mai che qalcuno lo voti! http://www.renzileaks.it/

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I 100 punti di Renzi,il documento,il ruolo di Gori e "strane" dimenticanze (es. il conflitto d'interessi)
3 novembre 2011 alle ore 23.00
Tutti (si fa per dire) si domandano perché Renzi abbia scelto proprio Giorgio Gori come regista dell’operazione Leopolda ed estensore delle sue Cento Idee e perché abbia scelto proprio Martina Mondadori per dire “Matteo tocca a te, ti vogliamo presidente del Consiglio”. Ma forse la domanda va rovesciata: perché Gori e la Mondadori hanno scelto proprio Renzi?


I 100 punti di Renzi, un programma già visto (che non fa i conti con la realtà) – Scarica il documento

Dal Movimento Cinque Stelle, all'UdC, alla Lega, i 100 punti pescano dai programmi di tutti, ma mancano le cifre. Quasi una lettera d'intenti

il pdf con le 100 proposte

Poi ci sono alcune proposte che vanno sicuramente chiarite, perché suonano un po’ come dei “vogliamo la pace nel mondo” e altre condivisibili, se non fosse che ho un grande dubbio di fondo: ci sono tanti incentivi, premi, contributi per giovani e famiglie; in generale appaiono più numerosi dei risparmi previsti.
Ce lo possiamo permettere?


Non c'è una sola parolina sulla Chiesa, quella cosa che potrebbe pagare un sacco d'ICI e da un po' di tempo non lo fa. Non una parola pro o contro l'eutanasia, pro o contro il reato di clandestinità. Non si capisce se è favorevole a regolarizzare le unioni gay, ma si capisce abbastanza bene che non è tra le sue cento priorità. Ma soprattutto non si parla di conflitto d'interessi, è come non ci sia mai stato. È come se Berlusconi fosse già stato infarinato, fritto, digerito. Renzi sembra non sapere (qualche suo collaboratore potrebbe ragguagliarlo) che per quanto la persona-Berlusconi possa essere al termine della sua parabola, dietro c'è un partito-azienda che non si arrenderà senza combattere.

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Lusi: “70mila euro a Renzi. E dirigenti Api hanno preso soldi della Margherita”
L'ex tesoriere della Margherita sentito dalla Giunta per le immunità tira in ballo il primo cittadino di Firenze. Che replica: "Ho imparato a non avere paura dei ladri. Mai preso un euro. Invito i tesorieri a mettere sul web le fatture". Rutelli: "Lusi è un ladro senza vergogna". La Procura di Roma valuta acquisizione verbale dell'audizione
Soldi a Matteo Renzi, a Enzo Bianco e ad altri dirigenti della Margherita transitati nell’Api. Luigi Lusi si difende attaccando, di fronte alla giunta per le immunità che lo ha ascoltato ieri sera e trascina la Margherita nella bufera. Peggio, una bufera a puntate, visto che la sua audizione, portata avanti fino a ieri notte, proseguirà il prossimo 23 maggio. A lui arrivavano, attacca l’ex tesoriere della Margherita, richieste di soldi come fosse un bancomat. Dal sindaco di Firenze Renzi, che chiese circa 100 mila, anzi 120 mila euro suddivisi in tre fatture. Poi – racconta – Rutelli mi ha chiesto di non pagargli la terza e così ho dato a Renzi solo 70 mila euro. Lusi, sul quale pende la richiesta di arresto della Procura di Roma, ha consegnato una memoria con numerosi allegati, rivelando di aver già detto tutto ai magistrati. La replica del sindaco di Firenze, del resto, non si è fatta attendere e già questa notte compariva sulla pagina Twitter del primo cittadino: “Mi hanno insegnato da piccolo a non aver paura dei ladri. Figuriamoci se inizio adesso con Lusi. Mai preso un euro dalla margherita. Mai”. E lo stesso Renzi è tornato sull’argomento, sempre su Internet, dalla sua pagina Facebook: “Rispondere alle accuse di Lusi non è difficile. E’ umiliante, casomai. Perché il giochino è chiaro: si vuol far credere che siamo tutti uguali. E che anche quelli che chiedono di abolire il finanziamento pubblico ai partiti sono come gli altri. Anzi, peggio degli altri. Vogliono farci passare da ladri, e per di più da ladri di polli”.

Ma non c’è solo Renzi nelle accuse dell’ex tesoriere: nella Margherita – ha raccontato  - facevo semplicemente ciò che mi veniva detto. Agivo su mandato dei dirigenti e tutelando le varie componenti. Una affermazione, quella dell’ex Margherita, che sembra voler distribuire le responsabilità all’intero sistema politico, un sistema in cui – si delinea la tesi – il tesoriere non è l’uomo solo al comando che dispone dei soldi ma l’ingranaggio di un più ampio e diffuso sistema di (mala) gestione. Del resto, è attorno a questa tesi che si è consumata la tragedia della Lega nord e di Belsito. E così Lusi ha sottolineato di aver dato dei soldi (in annualità e mensilità) a varie fondazioni. Ad Enzo Bianco, invece, veniva fornito – secondo il racconto – un mensile di 3000 euro, poi passato a 5500. Lo stesso Bianco, in tarda mattinata ha diffuso una nota in cui respinge ogni accusa e dice: “Tutto alla luce del sole. Lusi ha ribadito concetti noti, ma è tutto alla luce del sole. Non mi lascio intimidire”.

Secondo Lusi anche a Francesco Rutelli venivano fornite delle cifre ingenti in occasione delle elezioni. In che modo venivano contabilizzate queste cifre, gli hanno chiesto alcuni componenti della Giunta. “In modo da tutelare Rutelli” sarebbe stata la risposta. Ad alcuni dirigenti della Margherita venivano erogate altre somme che non venivano controllate da Lusi qualora a chiederle fossero degli esponenti di primo piano del partito.

Non si è fatta attendere la risposta dell’ex sindaco di Roma. Ed è stata anche più dura di quella di Matteo Renzi. “‘Lusi? Un ladro senza vergogna. Un mentitore e inquinatore pericolosissimo, ormai paragonabile nei comportamenti al ben noto calunniatore Igor Marini” ha scritto in una nota Francesco Rutelli, che al contempo ha annunciato una nuova denuncia alla procura di Roma contro Lusi per “le gravissime calunnie” pronunciate ieri davanti alla Giunta del Senato. La difesa dell’ex leader de La Margherita, però, non si è fermata qui. Lusi, ha proseguito Rutelli, ”ha cambiato versione per la terza o quarta volta. Presenterò immediatamente una nuova denuncia alla Procura della Repubblica di Roma per le gravissime calunnie che, ho appreso, sono state pronunciate ieri notte davanti alla Giunta del Senato. Io alla Margherita ho dato tantissimi denari (con i rimborsi elettorali conquistati, con i voti e con numerosissime iniziative di autofinanziamento e, direttamente, con i miei contributi personali) e non ho mai preso un centesimo per me – ha scritto – Ci vuole pazienza, ma chi ha sempre agito correttamente e onestamente otterrà giustizia, ed egli pagherà per tutte le sue malefatte, tenute nascoste per anni in modo malvagio”.

Secondo Lusi, inoltre, altri soldi sarebbero poi stati dati, attraverso bonifici o contanti, quando i deputati portavano le ricevute fiscali dei taxi affinché venissero rimborsate. Lusi ha parlato anche del fatto che molti dirigenti passati all’Api venissero pagati con i soldi della Margherita. Infine un ultimo particolare: quando il tesoriere ha lasciato il suo incarico nelle casse della Margherita c’erano 20 milioni, soldi che – secondo l’accusa di Lusi – sarebbero stati utilizzati anche da Rutelli.

Dichiarazioni così forti quelle di Lusi da spingere gli inquirenti romani, che hanno già interrogato l’ex tesoriere, a chiedere a breve al Senato il verbale dell’audizione del senatore davanti alla Giunta. Il procuratore aggiunto Alberto Caperna ed il sostituto Stefano Pesci faranno il punto della situazione nelle prossime ore. Nell’ordinanza di custodia cautelare proprio il giudice per le indagini preliminari scriveva delle “allusioni a responsabilità altrui rimaste poi senza alcune seguito”.


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E questo è il nuovo che avanza?
Un politico(?)costruito a tavolino,di plastica.
Grazie abbiamo già dato
Di un altro che ha imparato a memoria il libro di "Rinascita democratica"(P2)non se ne sente il bisogno
In parlamento ce ne sono anche troppi
Famiglia Letta e Cicchito docet...

Lusi ha dichiarato di aver dato 70.000 euro a Renzi, che ha smentito. E', in ogni caso, una non notizia. Non mi risulta esista una legge che regolamenti puntualmente l'uso dei miliardi di euro di "rimborsi elettorali" ricevuti dai partiti. Se fossero stati usati, ad esempio, per la campagna elettorale del sindaco a Firenze, dovrebbe essere perfettamente lecito.
Lusi si difende attaccando, spiega che obbediva agli ordini. Non ne ha bisogno. Non credo esista un solo deputato, un solo senatore, un solo politico in Italia che non sappia che i tesorieri sono solo esecutori. Ciò, in caso di reato, non li assolve, ma bisognerebbe risalire ai mandanti. Il tesoriere ha preso il posto del maggiordomo dei romanzi di Agata Christie come colpevole. Di cosa però? Di gestire i soldi rubati da altri ai cittadini? In quel caso vanno coinvolti prima i segretari di partito e le Istituzioni da sempre mute come il Mosè di Michelangelo. Non c'è a memoria un presidente della Corte Costituzionale, della Corte dei Conti, del Consiglio, della Repubblica, del Senato, della Camera negli ultimi vent'anni che abbia denunciato pubblicamente il furto ai danni degli italiani chiamato "rimborso elettorale" e non finanziamento ai partiti. Eppure la truffa era palese e contro la volontà dei cittadini espressa in un referendum. Le casse dei partiti hanno ricevuto miliardi di euro di soldi pubblici spesi in minima parte per i rimborsi. E il resto? Perché nessuno lo ha restituito? A cosa servono le Istituzioni se non a vigliare e a far rispettare la volontà popolare? Questa è la domanda da porsi.
Io credo a Lusi quando afferma "Facevo quello che mi dicevano", mentre non gli credo assolutamente quando afferma "Posso far crollare il centrosinistra", il Pdmenoelle non ha bisogno di alcun aiuto per crollare. A quello ci pensa Renzi, l'ebetino pro inceneritori, un nomignolo affettuoso, ripreso da Gianni Brera che lo affibbiò a Giancarlo Antognoni per distinguerlo da Gianni Rivera ("l'abatino"). L'ebetino mi ha accostato a Savonarola "Prima che Beppe Grillo diventi Savonarola ce ne ha di strada da fare. Savonarola viveva con una sobrietà che credo non appartenga al prode Beppe Grillo". La parte di Savonarola la lascio volentieri a Renzi, soprattutto quella finale. L'ex presidente della Provincia di Firenze (ma non le vuole abolire?) del lontano 2004 appartiene a un partito che i soldi dei rimborsi elettorali li ha sempre presi "cum summo gaudio".

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Il Movimento 5 Stelle a Firenze si è schierato subito contro il progetto TAV a Firenze, da vecchia data, quando è nato il “movimento NO TAV a Firenze” la partecipazione del Movimento 5 Stelle ha seguito di pari passo quella di tutti i cittadini contrari a questo progetto; ricordiamo che il cittadino M5 S Alfonso Bonafede alla camera già candidato a Sindaco di Firenze ha sostenuto e difeso in tribunale il “Comitato No TAV”, dando un contributo importante per l’apertura di numerose inchieste che hanno visto coinvolti amministratori ed imprese appaltatrici. Questo l’episodio più eclatante di quanto le “grandi opere” siano nocive per il tessuto del paese.
Nell’ultimo decennio le amministrazioni della città dimostrano questa naturale predisposizione a spendere soldi pubblici nelle “imprese titaniche” senza valutare i reali bisogni della città, soprattutto dilapidando risorse e indebitando i cittadini.
E sempre del “maledetto Project Financing” torniamo a parlare, la disgrazia di tutti i Comuni, il diabolico meccanismo mangia risorse ma che piace tanto agli amministratori.

parcheggio sotterraneo piazza del carmine firenzeA Roma i parcheggi per i pullman sono decentrati a circa mezz’ora di metrò dal centro storico, a Firenze parcheggiano a dieci minuti a piedi ma si vogliono costruire due parcheggi SOTTERRANEI in centro storico! Ultima trovata: la “metro-tramvia” sotterranea che attraversa il centro storico. Aggiungiamo noi: Vogliamo magari farla anche su viadotto sotterraneo già che ci siamo? Apprendiamo dalla stampa che il Sindaco Renzi ha chiesto al Governo uno stanziamento di 200 milioni di euro per la realizzazione della “metro-tramvia”. Basta! Rincorrere progetti faraonici ad uso mediatico, basta a parcheggi sotterranei privati fatti con i soldi dei cittadini.
La tanto discussa Tramvia sostanzialmente si è dimostrato un buon progetto per la mobilità urbana, doveva partire la realizzazione di altre due linee che risolverebbero ulteriormente i problemi della città e sarebbero sicuramente apprezzate dai cittadini. Vogliamo sbloccare la controversia che scelte non proprio ottimali hanno creato e far partire questi lavori, in superficie; abbinate magari a dei parcheggi decentrati e decongestionanti del traffico anziché portare le macchine dietro al Duomo o dietro a Piazza Pitti.

Vogliamo studiare una rete municipale efficiente di bus  che si armonizzi con le esigenze dei cittadini, e non privata con solo lo scopo di fare profitti. Vogliamo attivare il servizio di “Bike Sharing” che l’amministrazione ha sapientemente pubblicizzato durante i mondiali ma di cui a tutt’oggi non sappiamo niente? (“è riservata ai residenti” ci hanno detto al banchino dentro il Vecchio tribunale!)

Basta annunci di “trivellazioni” di ogni genere del sottosuolo della città, vogliamo vedere in concreto, alla luce del sole le opere realizzate che servono ai cittadini; portiamo in centro i tanti visitatori o i residenti su splendidi vagoni panoramici, non trattiamoli come talpe, basta con l’andare sottoterra!







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I cento raccomandati di Renzi che costano 25 milioni alle casse del Comune di Firenze

Corrisponde a circa 25 milioni la somma che graverà sul bilancio del Comune di Firenze, e quindi sulle tasche dei fiorentini, nei cinque anni di giunta Renzi a causa della pazze assunzioni a chiamata diretta del “Rottamatore”.
Un vero e proprio ufficio di collocamento, o per meglio dire un sistema efficace di clientelismo che ha permesso al sindaco in carica di assumere amici, parenti, ex dipendenti della provincia o semplicemente colleghi di partito trombati alle elezioni. O dipendenti della Florence Multimedia, la società partecipata dalla provincia di Firenze ai tempi in cui Renzi ne era presidente, creata appositamente per valorizzare l’immagine del “Rottamatore” a spese della collettività.
Una di queste è Maria Novella Ermini, figlia del direttore del Corriere Fiorentino, ma ne abbiamo già parlato su Qelsi lo scorso 28 luglio.
Nell’elenco degli assunti a chiamata diretta si possono pure trovare ex assessori comunali come Lucia De Siervo e Simone Tani; l’ex sindaco di Palazzuolo sul Senio, Bruno Cavini; il candidato alle provinciali 2004, non eletto, Giovanni Palumbo già responsabile dell’ufficio di gabinetto del presidente della provincia (Renzi medesimo, of course) poi dirottato alla direzione delle risorse finanziarie del Comune di Firenze: alla guida dell’ufficio del sindaco gli è stato preferito Luca Lotti.
Vale la pena ricordare che Matteo Renzi ha già subito una condanna in primo grado dalla Corte dei Conti della Toscana per danno erariale, proprio a causa dei criteri di assunzioni anomale messe sotto la lente d’ingrandimento quando il Rottamatore era presidente della provincia..
E ancora, scorrendo l’elenco dei 100 assunti: dirigenti regionali e provinciali in pensione come Valerio Pelini e Luigi Brandi; l’ex direttore dell’agenzia del turismo Antonio Preiti, non confermato dall’allora neo-presidente della provincia Andrea Barducci ed immediatamente chiamato da Renzi a dirigere l’ufficio esteri con la creazione ex novo della figura di dirigente.
Poi i trasferimenti: dipendenti dell’amministrazione provinciale che vanno a ricoprire ruoli dirigenziali in Comune: un esempio è l’architetto Giorgio Caselli.
Senza tralasciare le mogli e i figli di amici o colleghi del Pd, stupisce oltremodo la necessità di tenere in organico sia un segretario sia un direttore generale.
E i responsabili delle segreterie degli assessori arrivano tutti da fuori: a loro viene riconosciuto e generosamente retribuito il servizio straordinario che in precedenza era compreso nelle indennità accessorie allo stipendio.
Il bilancio del Comune di Firenze è molto fragile, ma a Renzi non sembra interessare granché. L’importante è costruire una fabbrica del consenso, costi quello che costi (è proprio il caso di dirlo).
Eccolo l’elenco (DD=Determina Dirigenziale)

Numero: 2009/DD/07249  del 13/07/2009

Assunzione ex art. 90 DLGS 267/2000 responsabili degli Uffici di supporto all’organo di direzione politica/Sindaco:

De Siervo Lucia  responsabile dell’Ufficio di Gabinetto (dirigente)

Palumbo Giovanni responsabile dell’Ufficio del Sindaco   (dirigente)

Lotti Luca responsabile della Segreteria del Sindaco (categoria D-funzionario)

Numero: 2009/DD/07298 del 13/07/2009

Assunzione  ex art. 90 (dirigente)

Agnoletti Marco Responsabile per l’Ufficio Comunicazione esterna

Numero: 2009/DD/07406 del 13/07/2009

Uffici di supporto all’organo di direzione politica/Sindaco

Assunzione ex art. 90 (dirigente)

Cavini Bruno Portavoce del sindaco

Numero: 2009/DD/07543 del  13/07/2009

Uffici di supporto organo direzione Politica – Assunzione ex art. 90 componenti Segreteria Sindaco e componenti Ufficio di Gabinetto (tutti inquadrati nella categoria D-funzionario)

Segreteria del Sindaco:

Mordini Cristina

Chierichetti Eleonora

Poli Maria Elena

Rogai Elisa

Ufficio di  Gabinetto del Sindaco:

Ermini Maria Novella

Ognibene Laura

Orofino Veronique

Numero: 2009/DD/07552 del  09/07/2009

Ufficio Comunicazione Esterna – conferma incarico (ex art. 90 cat. D3 funzionari giornalisti):

Dardanelli  Franco

Berengo Lorenza

Fontani Martina

Nocentini Francesco

Numero: 2009/DD/07556 del 13/07/2009

Assunzione componenti Ufficio Comunicazione Esterna ex art. 90 (cat. D3-funzionari giornalisti):

Garzanti Alessandra

Padula Francesca

Di Lupo Elisa

Numero: 2009/DD/07667 del  16/07/2009

Affidamento incarico (ex art. 90 categoria D1-funzionario) quale Responsabile della Segreteria dell’ Assessore allo Sviluppo Economico e Vice Sindaco:

Centrone Nicola

Numero: 2009/DD/07670 del  16/07/2009

Affidamento incarico (ex art. 90 categoria D1 funzionario) quale Responsabile della Segreteria dall’Assessore al Bilancio, Partecipate, Organizzazione e Innovazione:

Balducchi Andrea

Numero: 2009/DD/07672 del  16/07/2009

Affidamento incarico (ex art. 90 categoria D1 funzionario)  quale Responsabile della Segreteria dell’ Assessore allo Sport (Barbara Cavandoli):

Vicini Jacopo

Numero: 2009/DD/07683 del 16/07/2009

Affidamento incarico (ex art. 90 categoria D1 funzionario)  quale Responsabile della Segreteria dell’Assessore all’ Università e Ricerca:

Simonetti Gaia

Numero: 2009/DD/07686 del  16/07/2009

Affidamento incarico (ex art. 90 categoria D1 funzionario)  quale Responsabile della Segreteria dell’ Assessore alla Casa:

Canesi Eliana

Numero: 2009/DD/07699 del 16/07/2009

Affidamento incarico (ex art. 90 categoria D1 funzionario)   quale Responsabile della Segreteria dell’ Assessore alla Mobilità, Manutenzioni e Decoro:

Sammarone Francesco Paolo

Numero: 2009/DD/07714 del  16/07/2009

Affidamento incarico (ex art. 90 categoria D1 funzionario)    quale Responsabile della Segreteria dell’ Assessore all’ Ambiente:

Talluri Luca

Numero: 2009/DD/07799 del 03/08/2009

Affidamento incarico (ex art. 90 categoria D1 funzionario) quale Responsabile della Segreteria dell’Assessore alle Politiche Socio Sanitarie:

Cavalleri Vincenzo (poi con  2011/DD/09826 del  04/11/2011 diventa dirigente ex art. 110 comma 2 e  Responsabile della Direzione Servizi Sociali)

Numero: 2009/DD/08078 del 05/08/2009

Ufficio Progetto Riorganizzazione Attività comunicazione – Assunzione (ex art. 90 categoria D funzionario):

Bellacci Franco

Numero: 2009/DD/08095 del  05/08/2009

Assunzione (ex art. 110 Dlgs 267/2000- dirigente - retribuzione di posizione € 80.000,00 + retribuzione di risultato: fino a un massimo di  € 14.500,00 ) direttore area coordinamento sviluppo urbano:

Parenti Giacomo

Numero: 2009/DD/08175 del 05/08/2009

Assunzione (ex art. 90 – dirigente) Ufficio riorganizzazione attività di comunicazione:

Carta Giovanni

Numero: 2009/DD/08176 del  05/08/2009

Assunzione (ex art. 90 categoria D1 funzionario) quale Responsabile della Segreteria dell’Assessore alla Cultura (Giuliano da Empoli):

Battistella Claudia

Numero: 2009/DD/08199 del  05/08/2009

Assunzione (ex art. 90 categoria D funzionario) quale addetto  all’Ufficio Progetto Riorganizzazione:

Carollo Sabrina

Numero: 2009/DD/08622 del 27/08/2009

Assunzione ( ex art. 110 – dirigente) Comandante Corpo di Polizia Municipale

Ancillotti Massimo (al posto del comandante Alessandro Bartolini trasferito alla Sas come direttore generale e poi richiamato in Palazzo Vecchio quale direttore della direzone servizi demografici)

Numero: 2009/DD/08651 del  27/08/2009

Assunzione (ex art. 90 – dirigente) Ufficio Attuazione del Programma di Mandato e Innovazione:

Tani Simone (già assessore comunale e assunto da Renzi in Provincia sempre come dirigente) e poi con 2010/DD/01660 del  09/03/2010Assunzione (ex art. 110-dirigente) Responsabile Servizio Promozione Economica e Turistica

Numero: 2009/DD/09471 del 30/09/2009

Assunzione (ex art. 90 categoria D1 funzionario) componente dell’Ufficio “Gestione dei canali di comunicazione:

Stephanie Rudolph

Numero: 2009/DD/09604 del  30/09/2009

Assunzione (ex art. 110 – dirigente) direttore direzione servizi sociali e sport:

Guarnieri Arianna

Numero: 2009/DD/09605 del  30/09/2009

Incarico dirigenziale (ex art. 110-dirigente)  relativo al Palazzo di Giustizia:

Forti Maurizio

Numero: 2009/DD/09632 del  30/09/2009

Assunzione (ex art. 110 - dirigente) Responsabile Servizio Sport:

Toppino Elena

Numero: 2009/DD/09688 del  02/10/2009

Assunzione (ex art. 90 - dirigente) del Responsabile ufficio Relazioni

Internazionali e Cooperazione:

Preiti Antonio Nicola (già nominato direttore dell’Agenzia del turismo da Renzi nella sua veste di presidente della Provincia di Firenze)

Numero: 2009/DD/09751 del  07/10/2009

Assunzione (ex art. 90 – categoria D1 funzionari) componenti  ufficio Attuazione del Programma di mandato e innovazione:

Tinti Letizia

Perissi Benedetta

Numero: 2009/DD/10250 del  30/10/2009

Assunzione (ex art. 110 -dirigente)  Responsabile Direzione Sviluppo Economico:

Cacioli Fabrizio

Numero: 2009/DD/10346 del  20/10/2009

”Accordo per gli Assistenti del Territorio fra Comune di Firenze e SAS

S.p.A” (con questo atto sono stati “riciclati” 29 ausiliari Sas che controllavano il pagamento dei parcheggi a pagamento perchè tali controlli sono stati aboliti da Renzi)

Numero: 2009/DD/13192 del  31/12/2009 spese per gli assistenti del territorio per un importo di €. 172.000,00 (mesi novembre e dicembre 2009 -cioè oltre 1 milione di euro l’anno)

Numero: 2009/DD/11201 del  13/11/2009

Assunzione  (ex art. 110-dirigente)  Vice Comandante  Vicario del Corpo di Polizia Municipale:

Manzione Antonella (ex comandante Corpo PM Lucca)

Numero: 2009/DD/11254 del  13/11/2009

Assunzione (ex art. 110-dirigente) Coordinatore Area “Economia e Welfare”:

Pelini Valerio (già dirigente Regione Toscana)

Numero: 2009/DD/11257 del 13/11/2009

Assunzione (ex art. 110-dirigente) Responsabile Servizio Pianificazione Urbanistica:

Fanfani Stefania

Numero: 2009/DD/11870 del  03/12/2009

Assunzioni (ex art. 90)  Ufficio Stampa (cat. D3):

Da Rin Federico

Ufficio Relazioni Internazionali e Cooperazione (cat. D1):

Bargagli Beatrice

Ufficio di Gabinetto (cat. D1- trattamento accessorio pari a  €  3.900= annui lordi a eccezione della retribuzione per servizio straordinario):

Carboni Daniela

Ufficio Gestione canali di comunicazione (cat. D1- trattamento accessorio pari a  €  3.900= annui lordi a eccezione della retribuzione per servizio straordinario):

Cherubini Stefania

Numero: 2010/DD/01162 del  15/02/2010

Assunzione (ex art. 90 – dirigente) Responsabile dell’ufficio “Città Sicura”:

Rota Roberto (promozione da funzionario cat. D)

Numero: 2010/DD/02237 del  22/03/2010

Assunzione (ex art. 90 cat. D1 funzionario) Responsabile Segreteria

Assessore alle Politiche Socio Sanitarie:

Minicucci Michele (al posto di Vincenzo Cavalleri  diventato dirigente)

Numero: 2010/DD/05156 del  09/06/2010

Assunzione (ex art. 90 – categoria D1 funzionari)  Responsabile segreteria Assessore alla Mobilità, Manutenzioni e Decoro:

Cantini Pilade

Numero: 2010/DD/05159 del  09/06/2010

Assunzione (ex art. 90 – categoria D1 funzionari) Responsabile segreteria Assessore all’Università, Ricerca e Politiche Giovanili:

Compton  Cathleen Marie (moglie del consigliere comunale Giampiero Maria Gallo)

Numero: 2010/DD/08239 del 01/10/2010

Istruttore direttivo amministrativo- (cat.D1-funzionario) – proroga  presso l’ufficio del sindaco del  Comune di Firenze:

Andreini Paola

Numero: 2010/DD/09534 del 15/11/2010

Assunzione (ex art. 90) dirigente  Ufficio Protezione Civile:

Brandi Luigi (già dirigente della Protezione civile della Provincia di Firenze in pensione)

Numero: 2011/DD/08474 del 04/10/2011

Assunzione  (ex art. 90 – categoria D1 funzionari) Responsabile della Segreteria dell’Assessore alle Politiche del Territorio:

Forzieri Roberto

Numero: 2011/DD/09398 del  28/10/2011

”Amministrativo” (cat.C – pos. economica C2) proroga del comando presso la segreteria del vicesindaco del Comune di Firenze:

Corsini Rita

Numero: 2011/DD/09826 del  04/11/2011

Incarichi dirigenziali ex art. 110 comma 2 – esecuzione deliberazione di Giunta Comunale n. 424 del 24.10.2011stipula di nuovi contratti di lavoro:

De Siervo Lucia  Responsabile della Direzione Cultura Turismo e Sport;

Palumbo Giovanni Responsabile della Direzione Risorse Finanziarie;

Guarnieri Arianna  Responsabile del Servizio Scuola dell’Infanzia;

Cavalleri Vincenzo  Responsabile della Direzione Servizi Sociali

Numero: 2011/DD/09834 del  04/11/2011

Assunzione ex art. 90 responsabile Ufficio di Gabinetto:

Luca Lotti

responsabile Ufficio Affari Generali e Cerimoniale:

Carmela Valdevies

Numero: 2011/DD/10419 del  17/11/2011

Assunzione (ex art. 90 categoria C) collaboratrice per l’Ufficio di Segreteria del Sindaco:

Carelli Annalisa

Numero: 2011/DD/10444 del 17/11/2011

Incarichi dirigenziali ex art. 110 comma 2:

Lastrucci Francesca Responsabile del Servizio Gestione Patrimonio (promozione da funzionario amministrativo)

Vannuccini Gianluca Responsabile del Servizio Sviluppo Infrastrutture Tecnologiche (promozione da Istruttore direttivo informatico)

Cecchi Elisabetta   Responsabile del Servizio Commercio Aree Pubbliche Occupazione Suolo Pubblico e Taxi (promozione da funzionario amministrativo)

Numero: 2011/DD/11407 del  07/12/2011

Incarico dirigenziale – ex art. 110 comma 2:

Romeo Matteo  Responsabile del Servizio Supporto Giuridico Amministrativo della

Direzione Corpo di Polizia Municipale (promozione da funzionario)

Numero: 2011/DD/12086 del  29/12/2011

Assunzione (ex art. 110 comma 1-dirigente) Responsabile Servizio Assetto e Tutela del Territorio posto sotto la Direzione

De Santis Francesca

Numero: 2011/DD/12156 del  30/12/2011

Incarico dirigenziale Coordinatore Area “Programmazione Sostenibilità e Innovazione” e Direttore Sistemi Informativi:

Menduni Giovanni (già direttore generale) al quale spetta la retribuzione di posizione di € 80.000,00 e la retribuzione di risultato fino a un massimo di € 14.500,00

Numero: 2012/DD/04045 del 17/04/2012

Assunzione ex art. 90 D.lgs 267/2000. Dott.ssa Francesca Grifoni (cat. D1)



TRASFERIMENTI DALLA PROVINCIA ALLA COMUNE DI FIRENZE

Numero: 2009/DD/07560 del 16/07/2009

Comando dalla Provincia di Firenze dei dipendenti  Ponticelli Marco e Mandò Claudio (autisti sindaco) poi trasferiti al Comune di Firenze in via definitiva con atto 2010/DD/10663 del  03/12/2010

Numero: 2009/DD/08563 del  26/08/2009

Comando in entrata dalla Provincia di Firenze per l’ufficio del sindaco di Firenze:

Novelli Debora  (cat. D1)

Numero: 2009/DD/09750 del  02/10/2009

 Dirigente – proveniente dalla Provincia di Firenze nominato direttore direzione risorse umane:

Bartoli Lucia

Numero: 2009/DD/10260 del 30/10/2009

Assunzione (ex art. 110 - dirigente)   del Responsabile del Servizio Viabilità:

Carone Giuseppe (già dipendente della Provincia di Firenze come funzionario, trasferito con comando provvisorio e poi definitivamente al Comune di Firenze con atto 2009/DD/13177 del  30/12/2009. Funzionario tecnico cat. D3 dipendente della Provincia di Firenze trasferimento direzione mobilità del Comune di Firenze)

Numero: 2009/DD/10453 del  27/10/2009

Amministrativo (categoria D1-funzionario) – Comando in entrata dalla Provincia di Firenze per segreteria Assessore Università e moda:

Rubano Maria Gracia  (comando terminato il 17.10.2011)

Numero: 2009/DD/10690 del 10/12/2009

Atto ricognitivo del personale in mobilità/comando del Comune di Firenze e della Provincia di Firenze

COMANDI EFFETTUATI DALLA PROVINCIA DI FIRENZE AL COMUNE DI FIRENZE

Mandò Claudio B3 Profilo Tecnico DD.7560/’09

Ponticelli Marco B3 Profilo Tecnico  DD.7560/’09

Novelli Debora D1 Amministrativo DD.8563/09

Rubano Maria Gracia D1 Amministrativo DD. 10453/09

RIEPILOGO MOBILITA’ DA EFFETTUARE  DALLA PROVINCIA DI FIRENZE AL COMUNE DI FIRENZE

Graziani Rosa D1 Amministrativo

Caselli Giorgio D3 Funzionario Tecnico

Carone Giuseppe D3 Funzionario Tecnico

Santoro Francesca D1 Amministrativo

Fusco Vincenzo D3 Funzionario Tecnico

Numero: 2009/DD/12606 del  09/12/2009

Istruttore direttivo amministrativo (cat. D1) dipendente della Provincia  trasferimento presso direzione risorse umane del Comune di Firenze:

Santoro Francesca (poi con atto 2011/DD/12087 del  29/12/2011diventa (ex art. 110 comma 1)dirigente  Responsabile Servizio Organizzazione e Acquisizione Risorse posto sotto la Direzione Risorse Umane)

Numero: 2009/DD/12199 del :  04/12/2009

Funzionario Tecnico (cat. D3) dipendente della Provincia di Firenze  trasferimento  presso direzione risorse umane del Comune di Firenze:

Fusco Vincenzo

Numero: 2010/DD/11385 del :  14/12/2010

Istruttore direttivo amministrativo- (cat.D1) dipendente della Provincia di Firenze trasferimento presso la direzione cultura del Comune di Firenze:

Rossi Michele

Numero: 2010/DD/01257 del 15/02/2010

Istruttore direttivo amministrativo (cat. D1) dipendente della Provincia di Firenze trasferimento direzione urbanistica del Comune di Firenze:

Graziani Rosa

Numero: 2010/DD/01550 del  22/02/2010

Funzionario Tecnico (cat. D3) dipendente della Provincia di Firenze trasferimento presso la direzione servizi tecnici del Comune di Firenze:

Caselli Giorgio   (già dipendente della Provincia di Firenze come funzionario, trasferito con comando provvisorio e poi definitivamente al Comune di Firenze. Con atto 2009/DD/10042 del 19/10/2009 Assunzione  (ex art. 110 - dirigente)   Responsabile del Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio. Inoltre,  ha ricevuto l’incarico di direttore dei lavori del costruendo parco della musica)

Numero: 2010/DD/11472 del  17/12/2010

Istruttore direttivo amministrativo-(D1) – Dipendente della Provincia di Firenze trasferimento alla direzione sviluppo economico del  Comune di Firenze:

Bagni Vania.

Ne ha parlato finora solo il giornalista Riccardo Medici in un articolo pubblicato sul Nuovo Corriere Fiorentino, ma a Firenze c’è anche chi ha deciso di presentare un esposto alla Corte dei Conti. Avrà seguito?
Forse sì

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Verdetto della corte dei conti riguardo l'operato del sindaco di Firenze: http://goo.gl/fFFmuj

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Renzi condannato dalla Corte dei Conti, ma nessuno ne parla più
La notizia è di un anno fa, ma non se ne parla più da tempo. In molti, forse, non ne sono neppure a conoscenza. Eppure è una notizia per così dire rock. Chi si ricorda che nell’estate del 2011 il sindaco di Firenze, e prossimo candidato alle primarie del Pd, Matteo Renzi è stato condannato in primo grado dalla Corte dei Conti della regione Toscana?
Il procedimento si riferisce all’epoca in cui Renzi era presidente della Provincia di Firenze (legislatura 2004-2009) e riguarda il danno erariale per l’inquadramento contrattuale di alcuni assunti a tempo determinato. La procura contabile aveva contestato alla ex giunta provinciale – presidente e assessori – un danno di 2 milioni e 155 mila euro. Occorre ricordare però che in fase di giudizio la cifra venne sensibilmente ridotta e Matteo Renzi fu condannato per un danno erariale da 14.000 euro. Renzi all’epoca aveva bollato come “fantasiosa e originale” la ricostruzione della Corte dei Conti.



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TUTTA LA VERITA' SU MATTEO RENZI, IL “VECCHIO” CHE AVANZA E WIKIPEDIA CHE GLI DA UNA MANO - See more at: http://www.nuovademocraziaeuropea.it/it/comment/13210#sthash.t7BKmaOC.dpuf
Se il nuovo che avanza è Matteo Renzi, allora stiamo freschi.
Cominciamo con Wikipedia e la vergognosa pagina dedicata al sindaco di Firenze che lo fa passare per un politico che è “In linea con la sua idea di lotta alla casta e agli sprechi, nel suo mandato ha diminuito le tasse provinciali, diminuito il numero del personale e dimezzato i dirigenti dell'ente fiorentino”.
Quando ha fatto queste cose e sopratutto dove é la fonte di tutto ciò? In Wikipedia c'è un link, il numero 4, che porta semplicemente ad un articolo che si riferisce all'indagine a carico di Matteo Renzi, quando era presidente delle provincia, dove, secondo la procura, alcune delle persone assunte in Provincia non erano in possesso dei requisiti richiesti, come la laurea, oppure erano doppioni rispetto a figure professionali già presenti in Provincia. Alla faccia della lotta agli sprechi! La pagina di Wikipedia su Matteo Renzi

Ma torniamo un po' indietro e impariamo a conoscere questo giovane che avanza. La prima cosa che ogni cittadino dovrebbe fare prima di gridare “è lui l'alternativa” dovrebbe informarsi un po' e informarsi su Renzi non è così difficile. Renzi è figlio di un Democristiano, Tiziano Renzi, ex consigliere comunale che ha sempre spianato la strada al figlio per fargli raggiungere sempre più ampi poteri. Il padre di Renzi è definito gran signore della Margherita e della Massoneria in Toscana. Il feudo incontrastato della famiglia Renzi è il Valdarno, dal quale si stanno allargando a macchia d'olio. Il padre di Matteo controlla dalla metà degli anni '90 la distribuzione di giornali e di pubblicità in Toscana. Questo, unito agli affari con la Baldassini-Tognozzi, la società un po' edile e un po' finanziaria che controlla tutti gli appalti della Regione, spiega l'ascesa di Matteo Renzi. 

Oggi il giovane politico continua a farsi paladino della precarietà, lui che che non ha mai spedito un cv in vita sua, mai fatto un colloquio di lavoro, mai temuto la fine di un contratto a tempo determinato.

Sopratutto lui rappresenta tutto ciò che era una volta Berlusconi!

E per averne conferma basta leggere le sue così dette 100 proposte... proposte dei quali tra i co-firmatari si trova un certo Gori: uomo già di Rete Quattro, di Fininvest e direttore di Canale 5 nella prima metà degli anni '90, successivamente fonda la casa di produzione Televisiva Magnolia famosa per aver importato in Italia format quali il Grande Fratello o l'Isola dei Famosi. Si può dire il perfetto esempio di quella cultura berlusconiana.

Ma al di là di chi abbia sottoscritto o meno le proposte, in fondo le folgorazioni sulla via di Damasco esistono da sempre (anche se in questo caso il folgorato sembra Renzi) è interessante leggere le proposte. Al di là che difficilmente si possono classificare come di 'sinistra' (parola che d'altronde non ha più valore) con privatizzazioni varie a destra e a manca e attacco a sistema del welfare (per esempio favorendo una ancora maggiore esternalizzazione dei servizi ospedalieri per... risparmiare) è interessante notare come le proposte più 'sensibili' lo siano solo all'apparenza con la negazione spesso nella stessa frase o quella successiva di quanto inizialmente affermato. Lampante il punto 26 sugli ordini professionali dove a dispetto del prorompente titolo 'Riformare gli ordini professionali' dopo si parla di abolire gli ordini superflui (leggasi: nessuno) e ricondurre gli altri a funzione di 'regolatori di mercato' e non di 'protezione corporativa'... tante belle parole per dire nulla.

Situazione che diventa fin comica nel capitolo dedicata alla sanità:

"40. Completa riorganizzazione della medicina sul territorio: radicale cambiamento del ruolo della medicina di base. Abolizione dell’attuale ruolo del medico di medicina generale. Creazione di ambulatori polispecialistici sul territorio. Consorzio dei medici di Medicina generale."

"42. Chiudere tutti gli ospedali con meno di 100 posti letto e che non abbiano un servizio di anestesia e rianimazione aperto 24 ore su 24. Questi dovrebbero essere ospedali per pazienti cronici a lunga degenza a bassa intensità di cure ma a basso costo. Dovrebbero essere di supporto agli Ospedali ad alta complessità e alto costo, i quali dovrebbero esclusivamente gestire la fase acuta e poi inviare a strutture con costi ridotti. Ne consegue anche la necessità di un’assistenza domiciliare efficace e ben coordinata. Nei grandi ospedali bisogna cancellare i doppioni, la moltiplicazione dei reparti ad alto costo e ad alta tecnologia creati solo per moltiplicare i ruoli direttivi."

Non credo bisogna commentare, basti considerare che il poliambulatorio è per sua natura specialistico, l'ospedale no. Che serve avere sotto casa l'ambulatori che fa i controlli del sangue e poi dover fare decine e decine di chilometri in caso di una semplice frattura? Ad essere maligni un motivo c'è e riguarda gli interessi generali degli attori privati nella sanità, ma andiamo oltre.

Altro punto che sembra essere stato scritto da una persona in crisi di identità ed idee è il seguente:
"71. Scegliere le grandi opere che servono davvero Rivedere il piano delle infrastrutture alla luce di criteri di valutazione economica. Puntare sulle (poche) grandi opere che servono e soprattutto sulle tante piccole e medie opere delle quali il Paese ha davvero bisogno."
Ovvero come dire nulla usando paroloni complessi?

Poi non può mancare il classico punto sull'istruzione che sembra non poter mancare dagli anni '80 in poi:
"82. Abolizione del “valore legale” del titolo di studio. Introdurre nei concorsi della Pubblica Amministrazione criteri di valutazione dei titoli di studio legati all’effettiva qualità del percorso formativo dei candidati."

E questo solo per dire alcuni degli aspetti più curiosi dei 100 punti, di cui si consiglia caldamente la lettura. Se qualcuno voleva il successore di Berlusconi... beh, con questi 100 punti il successore forse l'ha trovato.



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Mentre la sfida per le primarie del Pd sta entrando in questi giorni nel vivo, a Firenze scoppia il caso Cecilia Pezza. In un fuori onda raccolto il 5 ottobre dall'inviato della trasmissione 'L'ultima parola' la consigliera comunale del Pd schierata con Bersani nella sfida delle primarie, parla nei corridoi del comune e dice che il sindaco Renzi è "fintissimo democratico" . Secondo la Pezza a Firenze "la gente ha paura a schierarsi sulle primarie". 

Dopo la diffusione del video della trasmissione di Paragone in cui Renzi viene accusato anche di spese pazze con la carta di credito della provincia e di assunzioni a chiamata, il PdL ha chiesto l'immediata discussione di quanto detto da Pezza in Consiglio. Il presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani, alla fine ha però ritenuto "inammissibile" la richiesta del Pdl e la discussione sul fuori onda non si è più tenuta. 

Il Pdl minaccia ora di rivolgersi alla magistratura. "Se il Pd non vuole discutere in consiglio le dichiarazioni della consigliera Pezza - ha detto il consigliere Francesco Torselli - porterò la questione direttamente in Procura". Questo perché si ritiene che "le dichiarazioni rilasciate nel corso della puntata del 5 ottobre scorso siano di una gravità assoluta e necessitano, da parte del sindaco e della maggioranza che governa Firenze, di una spiegazione netta e precisa, poiché in assenza di spiegazioni, mancherebbero le condizioni per proseguire con serenità a svolgere il nostro lavoro a servizio di Firenze". 

Ad aggravare la situazione c'è il fatto che Cecilia Pezza è anche coordinatrice dell'esecutivo metropolitano del Pd. Torselli, a tal proposito, si chiede: "Dalla direzione metropolitana del partito del sindaco è questa l'idea che si ha di lui? Il coordinamento del Pd pensa che il sindaco di Firenze abbia instaurato un regime di terrore a Firenze tale che chi non lo sostiene alle primarie rischia il proprio posto di lavoro?" 

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Trovo immorale che un sindaco rimetta il suo mandato per altri incarichi da lui considerati più importanti. E' alto tradimento nei confronti degli elettori usati come un trampolino di lancio. Un caso di arrampicatore politico. La legge dovrebbe proibirlo o, in mancanza di una legge, almeno l'etica personale. Il fantasma di un ex sindaco si aggira in una Firenze strangolata dai debiti: è Matteo Renzi.
Da quando Renzi è in campagna elettorale per le primarie non si è mai presentato in Consiglio Comunale. In precedenza, nella stragrande maggioranza dei casi, l'ebetino di Firenze è rimasto in Consiglio per un massimo di 30 - 45 minuti a fare la sua conferenzina per poi andarsene senza neppure ascoltare i consiglieri comunali.
Ecco i dati del Grande Assenteista dal suo insediamento in Palazzo Vecchio fino al 10 ottobre 2012:
2009: su 17 sedute, assente 5
2010: su 48 sedute, assente 26 volte, presente 22
2011: su 44 sedute assente 21, presente 23
2012: su 39 sedute assente 25.
Dal'inizio delle primarie, dal 13 settembre 2012, non è MAI stato presente in Consiglio.
Forse il motivo per cui Renzi non si fa più vedere sono i debiti verso i fornitori che hanno eseguito lavori per il Comune, debiti pari a 98 milioni di euro. I fornitori, infatti, vorrebbero incontrarlo di persona. 
11 milioni circa sono di spesa corrente che andavano pagati a 90 giorni con ritardi ancora contenuti, 30 milioni sono di spesa in conto capitale (opere pubbliche) con ritardi che risalgono fino a giugno 2011. Per questi debiti sono stati emessi mandati di pagamento senza essere onorati. Per i restanti 56 milioni il Comune ha regolarmente validato le fatture senza saldarle perché mancano i soldi e si sforerebbe (?) il Patto di Stabilità. Di questi tempi un'attesa eccessiva è fatale per qualsiasi impresa, ma non per Renzi. 40 milioni euro sono stati spesi per rifacimenti e abbellimenti di strade e piazze di cui lui va tanto fiero nei salotti televisivi (grazie al portafoglio dei cittadini...). Intanto a Palazzo Vecchio sta arrivando una miriade di Decreti Ingiuntivi mentre Renzi si atteggia a Premier e prepara la Grande Fuga in Parlamento.

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Le folli spese di Renzi - Alessandro Maiorano: http://goo.gl/6mOcVD

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Matteo Renzi: assunto, candidato e pensionato in undici giorni
Il sindaco è stato assunto dall'azienda di famiglia, la Chil srl, il 27 ottobre 2003, otto mesi prima dell'elezione in Provincia e undici giorni prima che l'Ulivo lo candidasse. E così, da nove anni, i contributi per la sua pensione da dirigente li paga la collettività. Lo staff lo difende: "L'accostamento è sbagliato perché lavorava lì da molti anni"
Matteo Renzi è stato assunto come dirigente dalla società di famiglia, la Chil Srl, undici giorni prima che l’Ulivo lo candidasse a presidente della Provincia di Firenze nel 2004. Ieri abbiamo raccontato che grazie all’assunzione da dirigente (messo in aspettativa dopo l’elezione) da quasi 9 anni i contributi della pensione del dirigente-sindaco sono versati dalla collettività. Oggi si scoprono nuovi particolari sulle manovre che hanno preceduto e seguito l’assunzione. I consiglieri comunali che hanno fatto scoppiare il caso con la loro interrogazione, Francesco Torselli (Fratelli d’Italia) e Marco Semplici (Lista Galli), non sono soddisfatti della risposta del vice-sindaco di Firenze Stefania Saccardi pubblicata ieri dal Fatto. “Oggi presenteremo una nuova interrogazione – annuncia il consigliere Torselli – per sapere a quanto ammonta esattamente la cifra pagata dalla collettività, prima dalla Provincia e ora dal Comune, per la pensione del sindaco”. La risposta alla prima interrogazione spiegava solo che “alla società presso cui risulta dipendente in aspettativa il dottor Renzi sono erogati i contributi previsti all’art. 86 comma 3 del Testo unico sugli enti locali”, senza cifre.

IL COMUNE di Firenze e prima la Provincia, hanno versato alla società di famiglia i contributi previdenziali per Matteo Renzi, nel rispetto del Testo Unico Enti locali che prevede il rimborso dei contributi alla società presso la quale lavora l’amministratore pubblico collocato in aspettativa non retribuita. Quando l’assunzione è molto vicina alla candidatura però sorge il dubbio che sia motivata più dall’ottenimento del rimborso dei contributi che dalla reale necessità dell’azienda di disporre di un dirigente distratto dalla politica. Nicola Zingaretti a Roma è finito nell’occhio del ciclone perché è stato assunto da un Comitato legato al Pd il giorno prima dell’annuncio della sua candidatura a presidente della Provincia. Ora si scopre che Renzi è stato assunto – non uno ma undici giorni prima dell’annuncio della sua candidatura – dalla società della sua famiglia. Il sindaco è inquadrato dal 27 ottobre 2003 nella Eventi 6 che oggi è intestata alle sorelle Matilde e Benedetta Renzi (36 per cento a testa), alla mamma Laura Bovoli (8 per cento) e al fratello del cognato, Alessandro Conticini, 20 per cento. Come spiega il vice-sindaco Saccardi nella sua risposta all’interrogazione: “Renzi ha avuto un contratto di collaborazione coordinata e continuativa fino al 24 ottobre 2003 presso la Chil srl. Dal 27 ottobre 2003 è stato inquadrato come dirigente”. Ecco la cronologia degli eventi di nove anni fa, ricostruita sulla base dei documenti camerali: il 17 ottobre 2003 il “libero professionista” Matteo Renzi e la sorella Benedetta cedono le quote della Chil Srl ai genitori; il 27 ottobre 2003, dieci giorni dopo avere ceduto il suo 40 per cento, Renzi diventa dirigente della stessa Chil Srl, amministrata dalla mamma; il 7 novembre 2003, solo 11 giorni dopo l’assunzione, l’Ulivo comunica ufficialmente la candidatura del dirigente alla Provincia; il 13 giugno 2004 Renzi viene eletto presidente e di lì a poco la Chil gli concede l’aspettativa. Da allora Provincia e Comune versano alla società di famiglia una somma pari al rimborso dei suoi contributi. Se Renzi non avesse ceduto le sue quote nel 2004, sarebbe stata una società a lui intestata per il 40 per cento a incassare il rimborso: una situazione ancora più imbarazzante di quella attuale, con le quote intestate a sorelle e mamma.

LA CHIL è una società fondata da papà Tiziano che si occupa di distribuzione di giornali e di campagne pubblicitarie. Dal 1999 al 2004 è intestata a Matteo e alla sorella. Poi, come visto, subentrano i genitori. Nel 2006 Tizia-no Renzi vende il suo 50 per cento alle figlie Matilde e Benedetta. Chil arriva a fatturare 7 milioni di euro nel 2007. Poi cambia nome in Chil Post Srl e nell’ottobre del 2010 cede il suo ramo d’azienda a un’altra società creata dalla famiglia: la Eventi 6 Srl. La vecchia Chil, ormai svuotata, finisce a un imprenditore genovese e fallisce. Mentre la Eventi 6 decolla dai 2,7 milioni di fatturato del 2009 ai 4 milioni di euro del 2011. Dopo il suo collocamento in aspettativa, il dirigente Matteo Renzi segue il destino del ramo d’azienda e oggi è collocato nella Eventi 6, di Rignano sull’Arno, sede storica della famiglia.

Le fonti vicine a Renzi precisano: “L’indicazione della candidatura alla Provincia venne anticipata a novembre per sbloccare la candidatura del sindaco Domenici ma era condizionata all’accordo sui sindaci che si chiuse solo ad aprile. L’accostamento ad altre situazioni ben diverse è sbagliato perché Matteo Renzi lavorava davvero in Chil da molti anni”.
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Il sistema Renzi: amici, famiglia, potere. E un fascicolo sull’uso dei fondi pubblici
Dopo l’attenzione del Tesoro e della Corte dei Conti i magistrati fiorentini indagano sulle spese della Provincia, allora presieduta dall’attuale sindaco. Viaggio nel mondo del Rottamatore e nella macchina da guerra delle relazioni del boy scout di Rignano sull’Arno
Adesso. È lo slogan non proprio originale della campagna di Matteo Renzi per conquistare lo scettro di candidato a premier. Ma proprio “adesso” la Procura di Firenze ha aperto un’inchiesta per verificare cosa c’è di vero nelle denunce sugli sperperi di Matteo Renzi all’epoca in cui era presidente della Provincia e aveva creato un carrozzone, la Florence Multimedia, che ha speso 9,2 milioni di euro dal 2006 al 2009 pagando fatture – come ha scoperto il Fatto – a un’impresa privata di Matteo Spanò, già manager della stessa Florence e amico di Renzi. 

Questa mattina la Guardia di Finanza (per l’esattezza il nucleo di polizia tributaria di Firenze, Gruppo tutela spesa pubblica, sezione accertamento danni erariali) ha ascoltato per due ore e mezzo – su delega del procuratore capo Giuseppe Quattrocchi, alla presenza del tenente colonnello Domenico Cuzzocrea - Alessandro Maiorano, il dipendente comunale che ha presentato esposti contro Renzi e la sua gestione. Si è parlato delle spese della provincia e delle fatture di cui ha parlato Luigi Lusi nei confronti della Web and Press, società che era di Patrizio Donnini, soggetto – come ha scoperto Il Fatto – in rapporti di affari con un socio delle sorelle e della mamma di Matteo Renzi. Majorano ha consegnato molte fatture dal 2004 al 2009 della Provincia e di Florence Multimedia.

Alessandro Maiorano
In Procura precisano che l’inchiesta è per ora senza indagati né titoli di reato. Anche il ministero dell’Economia e la Corte dei conti stanno verificando l’operato della Provincia e della Florence Multimedia. A prescindere dall’esito delle indagini, quello che emerge dall’inchiesta autonoma che il Fatto ha condotto sugli atti delle camere di commercio è un intreccio tra le attività pubbliche del sindaco e dei suoi amici con quelle private degli amici di Renzi e della sua famiglia.

Sul sito internet della società della famiglia Renzi, la Eventi 6 Srl, che si occupa di diffusione di giornali e comunicazione, spicca un logo, quello della società che ha curato il sito (“powered by Dotmedia”) e che realizza larga parte del suo fatturato annuo grazie al Comune e alle sue partecipate. La Eventi 6 dei Renzi, ha organizzato la campagna per Renzi sindaco del 2009 all’insegna dello slogan “Firenze prima di tutto”, e la DotMedia ha curato molte campagne di comunicazione che danno lustro all’immagine del Comune e di Renzi e che portano contemporaneamente soldi a questa società legata alla sua famiglia; si va dalla Notte tricolore, alla centrale del latte Mukki, all’acqua pubblica.

Fatturazioni di società che lievitano in dodici mesi - Nel 2008 Dotmedia fatturava 9 mila euro, nel 2009 con Renzi sindaco si sale a 137 mila euro. Grazie all’interrogazione di due consiglieri comunali di opposizione, Tommaso Grassi di Sel e Ornella De Zordo, si è scoperto che ha incassato 232 mila euro dal comune e dintorni. Nel 2012 DotMedia ha fatturato 17 mila euro al comune che si aggiungono ai 215 mila euro fatturati dal 2009 alle quattro partecipate del Comune: Firenze Parcheggi, Mukki, Publiacqua e Ataf. II Fatto ha scoperto che Dot Media ha un legame societario con la Eventi 6. La società dei Renzi (amministrata da Matilde Renzi, 28 anni, che ne controlla come l’altra sorella maggiore di Matteo, Benedetta il 36 per cento mentre la mamma, Laura, ne detiene solo l’8 per cento) si chiamava Chil e nasce nel 1993. Matteo in un vecchio curriculum ne è stato fondatore e socio fino al 2004. Si occupa di strillonaggio e ispezioni nelle edicole per i giornali ma anche di eventi e ideazione di campagne. Il suo fatturato è ragguardevole: si va dai 7,2 milioni del 2007, ai 6,8 milioni del 2008 quando trasferisce la sua sede a Genova e passa di mano. La famiglia Renzi però continua ad operare grazie alla Eventi 6, creata nel 2007 che ha comprato nell’ottobre 2010 l’azienda dalla Chil, facendo decollare il giro di affari fino ai 3 milioni e 967 mila euro del 2011.

Nella Eventi 6 c’è Alessandro Conticini, bolognese di 36 anni ma residente in Etiopia dove lavora come direttore dell’Unicef. Conticini è allo stesso tempo socio della Eventi 6 dei Renzi con una quota del 20 per cento ed è presente anche nella DotMedia con identica quota. Nel capitale della Eventi 6 è l’unico a non essere parente del sindaco. Conticini è diventato socio anche della DotMedia solo dal 10 febbraio 2011 ed è interessante vedere chi lo ha fatto entrare. A cedergli le quote è stato Patrizio Donnini. Tra gli altri soci spicca il nome di Matteo Spanò, ex direttore della Florence Multimedia, con il 20 per cento e Davide Bacarella. Sono nomi importanti. Nell’inchiesta sul tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, erano emerse due fatture riferibili, secondo Lusi, alle spese sostenute da Renzi per le primarie a sindaco di Firenze che portavano impresso il nome della Web&Press Srl di Patrizio Donnini. Allora Renzi minacciò querele perché quella società nulla aveva a che fare con lui. il Fatto ora ha scoperto però che la Web&Press e la Dot Media erano partecipate entrambe da Donnini e che nella Dot Media sono soci anche Matteo Spanò e persino un socio della Eventi 6, controllata per il restante 80 per cento dalle sorelle Matilde e Benedetta Renzi e dalla mamma di Renzi, Laura Bovoli. Conticini è socio della famiglia Renzi da un lato e di Spanò dall’altro. Mentre non ci dovrebbero essere lagami con la Quality press di Donnini, anche se proprio Donnini è stato delegato a rappresentare Conticini nell’ultima assemblea della Dot Media.

A rendere ancora più inquietante il fatto che Dot Media tragga gran parte del suo fatturato dal comune di Renzi e dalle sue partecipate c’è un secondo dato: la partecipazione di Matteo Spanò al suo azionariato. Spanò nel 2006 era direttore di Florence Multimedia, ma era anche imprenditore in proprio con la Arteventi, che ha sede a Pontassieve, dove Spanò ha eletto il suo domicilio, e dove vive anche il suo amico Matteo Renzi con moglie e figli. Arteventi ha emesso fatture nel 2006 per Florence Multimedia, come risulta dal bilancio dove figura tra i fornitori da pagare per più di 7 mila euro. Spanò è uno scout come Renzi, di più, è un leader dell’Agesci in Toscana e a livello nazionale. L’amico Matteo si è ricordato di lui nominandolo presidente dell’associazione Museo dei ragazzi, che si occupa di molte campagne costose: dalla notte bianca, alla festa tricolore. Il Comune paga all’associazione un contributo annuo di 600.000 euro e Spanò pensa bene di spenderli gratificando l. Il consigliere comunale di Sel Tommaso Grassi denuncia da tempo l’assurdità di questa situazione: “un esempio della gestione Spanò è la Notte tricolore del 16 marzo 2011, quando come presidente dell’associazione Museo dei ragazzi Spanò organizzò l’evento in nome e per conto del Comune di Renzi, affidando il lavoro di comunicazione alla DotMedia”, di proprietà di Spanò e di Conticini, cioé del socio dei familiari di Renzi. Spanò, in qualità di presidente dell’Associazione Museo dei Ragazzi, ha dichiarato che la società Dot Media, partecipata da lui, non ha ricevuto compensi.


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Romani(M5S)"Le insopportabili menzogne di Renzi http://goo.gl/yzzTPA

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IL PINOCCHIO DI FIRENZE
120 mila euro dalla Ferrari per la concessione di Ponte Vecchio. Così si era difeso Matteo Renzi. E' bastata una verifica tra i documenti del Comune per far emergere la verità. Dagli atti ufficiali risulterebbero infatti solo "17.000 per occupazione suolo pubblico", di cui solo 2.489 euro per Ponte Vecchio, 11.295 euro per piazza Ognissanti e 2.719 euro per lungarno Vespucci. Risulterebbe smascherato anche il presunto fine solidale della manifestazione. Nessun fondo infatti sarebbe stato destinato alle vacanze dei bambini disabili, come dichiarato da Renzi. (Fonte: http://goo.gl/blL2b)


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Florence Multimedia e DotMedia. Cosa c'è da "rottamare" in Renzi
Da tempo l'operato del sindaco di Firenze è sotto la lente della Corte dei Conti, e della Guarda di Finanza. Se il rapporto tra le aziende riconducibili al sindaco di Firenze sono stati posti alle Fiamme gialle con l'input di Alessandro Maiorano. Quelle sull'azienda mediatica nata quando Renzi era presidente della Provincia è da tempo al Vaglio della Corte dei Conti.
FIRENZE – Ha avuto il grande merito di aver reso scoppiettanti le primarie del centrosinistra. Da anni promuove politiche innovative, ad impatto ambientale sostenibile. Abbassa le tasse e ha i conti in ordine. Tutti cavalli di battaglia del sindaco “Rottamatore” Matteo Renzi. Il primo cittadino di Firenze, ex presidente della Provincia del capoluogo toscano, da sempre è in auge per rivendicare la pulizia della politica, l'abbattimento dei costi della politica, la lotta alla corruzione, al clientelismo e al familiarismo. Cancro dell'Italia repubblicana. Ma a ben vedere da quando Renzi è stato eletto presidente della provincia, a quando si è insediato a Palazzo Vecchio, sede del consiglio comunale, i suoi inni e i suoi slogan risultano incoerenti con l'operato politico. La Guardia di Finanza, la Corte dei Conti, su input di un dipendente comunale di Palazzo Vecchio hanno preso di mira l'astro nascente del Partito Democratico. Mire che hanno tre nomi: Florence Media su tutti. Ma anche Dotmedia e i rapporti economici delle municpalizzare. Le società di Renzi, alla faccia del conflitto di interessi, sono legate alla galassia dello scout di Rignano sull'Arno. Ma partiamo dal semplice: secondo Alessandro Maiorano non sarebbe vero che dalla sua elezione a sindaco di Firenze ad oggi i costi di Palazzo Vecchio siano calati. Renzi più volte durante i talk show a rivendicato il fatto che da quando c'è lui le tasse a Firenze si sono abbassate. Compresa l'Imu, la cui terza rata scade il 16 dicembre. Beh se questo è vero, non sono i conti pubblici a gioirne: “da quando c'è lui i costi sono aumentati del 20%” parola di uno dei suoi più acerrimi nemici. «Nella sua corsa per le primarie del Pd, Matteo Renzi ha un avversario in più. Si tratta di Alessandro Maiorano, un dipendente del Comune di Firenze che lo scorso 8 ottobre ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza per chiedere di indagare sull'attività pubblica e privata del sindaco di Firenze”. Parole queste scritte e riportate in un recente articolo del Sole 24 ore. Ma Oltre all'accusa di Maiorano, che si è presentato 3 volte dalle Fiamme Gialle, Matteo Renzi è nell'occhio del ciclone delle polemiche per Florence Media. “Polemiche vecchie” come spesso ha sottolineato il sindaco di Firenze. Ma sono polemiche pesanti soprattutto per chi si erge promotore di una politica pulita. «Firenze, "Danno erariale da 6 milioni nella gestione di Renzi in Provincia". Indagini su Florence Multimedia, società in house voluta dall'attuale sindaco fiorentino. E' quanto riportato dal “Fatto quotidiano” del 16 settembre 2012. Tra le righe comportamenti non esemplari dell'innovatore del centrosinistra, con "irregolare affidamento di servizi per un importo superiore a quello previsto dai relativi contratti di servizio" (senza bando quindi) per una spesa totale di 9 milioni di euro un importo superiore a quello previsto dai relativi contratti di servizio". Insomma Florence Multimedia è un autogol per il “rottamatore”. Con questa società, in cui hanno operato anche amici di lunga data di Renzi, l'ex presidente della Provincia (mandato 2004-2009) ha triplicato i costi dell'ufficio di addetto stampa. Non una buona politica. Qualche volta usata per scopi privati. A Florence Multimedia è stato mandato, infatti, prima dell'elezione a sindaco di promuovere l'immagine di Matteo Renzi. A fine mandato, questa macchina mangia soldi ha generato un buco di 358.865 euro originatasi nel secondo semestre 2009. Quanto emerge evidenzia come la Florence Media sia una macchina da rottamare. La corte dei conti, che indaga stabilirà se è vero o no.
DA FLORENCE MULTIMEDIA AGLI AMICI – Il clientelismo è una malattia tipicamente italica che deve essere estirpato. Non parole letterali ma concetti più volte espressi nella sua campagna a favore di una nuova politca (e “partitica”). Ma se si spulcia bene la galassia Renzi, il buon Matteo agli amici ci pensa. Matteo Spanò è un grande amico di Renzi. Spanò attualmente è presidente della Banca di credito cooperativo di Pontassieve, Spanò è stato direttore eventi di Florence Multimedia. Arteventi di Matteo Spanò, ha fatturato a Florence Multimedia 58 mila e 400 euro nel biennio 2006-2007, altri 66 mila nel 2008 e ancora 62 mila e 900 euro nel 2009. "Tuttora lavoro per Florence Multimedia e la mia impresa individuale fattura alla società della Provincia circa 35 mila euro all'anno perché - spiega Matteo Spanò - non ho mai avuto un contratto di dirigente e quindi quelle fatture rappresentano i miei compensi". Un'altro amico è Luigi De Siervo - figlio dell'ex presidente della Consulta, Ugo, e fratello del capo di gabinetto del sindaco, Lucia, nonché cognato di Filippo Vannoni, sindaco supplente di Florence Multimedia, e manager di Rai Trade - propose all'amico presidente della Provincia un progetto per sviluppare un canale tv, poi abortito. Un altro piccolo neo nell'operato politico del sindaco di Firenze. 
LA DOTMEDIA E IL CONFLITTO DI INTERESSI – Antiberlusconiano, Matteo Renzi, che ha vinto 48 milioni come concorrente della Ruota della Fortuna, ha da sempre additato a Silvio Berlusconi di aver comminstionato interessi privati con l'attività pubblica e politica. Uno dei primi must se fosse riuscito ad arrivare a Palazzo Chigi, sarebbe stata proprio un provvedimento per eliminare e il conflitto di interessi. Ma a ben vedere, Matteo Renzi, qualche scheletruccio nell'armadio ce l'ha. Andrea Conticini è agente di commercio per i clienti (non istituzionali, tiene a precisare lui) della DotMedia, società che da un lato prende appalti dal Comune e dalle sue municipalizzate e dall'altro cura la campagna per le primarie del sindaco. Il cognato è agente anche della società della famiglia Renzi, la Eventi6 Srl, che ha fatturato quasi 4 milioni di euro nel 2011 curando anche la distribuzione e lo strillonaggio dei quotidiani a Firenze. Ma il nostro interesse non è far i conti in tasca a Renzi: anche se sotto campagna elettorale ha più volte detto che i suoi conti piangono e che il suo stipendio come sindaco non è poi così alto. Attaccando Grillo Renzi ha detto che “il suo conto in banca è di 20mila euro”. Ci fidiamo? Certamente. Qualche dubbio però ci viene, e qui torniamo alla Dotmediadi suo cognato. Al centro di tutto c'è la DotMedia, una società nata nel maggio 2008 e che - nel suo primo anno di vita, quando Renzi era presidente della Provincia - fatturava solo 9 mila euro all'anno. Nel 2009 Renzi vince e Dot Media fattura 137 mila euro, che diventano 214mila nel 2010, fino al boom dei 401 mila euro nel 2011. Il 10 febbraio del 2011 il fratello del cognato di Renzi, entra in DotMedia comprando il 20% del capitale (ma accetta di concorrere all'utile solo per l'uno per cento) da Patrizio Donnini, padrone e amministratore della società Web&Press, divenuta famosa nel maggio scorso quando si è scoperto» che avrebbe ricevuto 36.800 euro dal tesoriere della Margherita, nel 2009. Per segretario della Margherita intendiamo Luigi Lusi accusato di aver spogliato le casse del partito della Margherita di 22 milioni di euro. E naturalmente per Margherita non intendiamo il fiore usato come simbolo di quella sinistra che ha deforestato tutte le specie per dare nomi e simboli a partiti nuovi ma vecchi dentro. La Margherita è quel partito che poi ha costituito una corrente all'interno del Pd, di cui Renzi faceva parte. Ma di Conticini ricorrenti nella galassia di Renzi ce ne sono due: Andrea (il cognato) e Alessandro (fratello di Andrea). Alessandro lavora per l'Unicef ma è immischiato in molti affari legati riconducibili a Matteo Renzi. “Mio fratello Alessandro – spiega Andrea - non io, sia chiaro, è socio di DotMedia e di Eventi6 dei Renzi. Torna due volte all'anno in Italia perché lavora con l'Unicef, prima da interno e ora da esterno. Guadagna bene e voleva investire i suoi risparmi in Italia, dove tornerà. Gli ho proposto queste due opportunità e non so se gli ho dato un buon consiglio, perché non sta andando bene. Il sindaco Renzi ci abbia aiutato? controlli i bilanci - conclude Conticini - e scoprirà che non è vero". Ma da quando c'è lui Dotmedia ha incassato 16 mila e 800 euro nel 2012 dal Comune di Firenze.
LA DOTMEDIA E LE MUNICIPALIZZATE – Non solo dal Comune, ma anche dalle municipalizzate: 13 mila e 226 euro sono stati ricevuti dal 20 aprile del 2012, per la comunicazione di due progetti: "Coltiviamo la riduzione dei rifiuti" e "Fontanelli: un buon bicchiere d'acqua senza plastica durante l'iniziativa Natale in San Lorenzo". Infine 3mila e 630 euro per "progettazione mappe d'Oltrarno". Le municipalizzate hanno garantito a DotMedia 215 mila euro dal 2010 al 2012, che aggiunti a quelli pagati dal Comune, fanno 232 mila euro. Tra queste Publiacqua, Mukki, la centrale del latte di Firenze. Mentre l'azienda dei trasporti, l'Ataf, ha pagato 15.800 euro dei quali poco meno della metà per il servizio rassegna stampa web. Firenze Parcheggi guidata da Marco Carrai, collaboratore storico del sindaco Renzi, che guida il suo comitato elettorale, ha pagato 21 mila e 100 euro nel 2011 per campagne pubblicitarie come "C'è un posto per te", "Motorini", "Parcheggi Point". Insomma, qualcosa da rottamare c'è anche qui.
LE SUE AZIENDE – Nell'esposto del suo nemico, Alessandro Maiorano, Matteo Renzi dichiara che in banca possiede 22mila però incassa tre milioni con la Chil Srl ribattezzata Eventi 6 Srl". Eventi 6 srl ha acquisito la Chil promozioni srl: la società aperta negli anni '80 da Tiziano Renzi, il padre di Matteo, ex dirigente Dc, che ne è stato amministratore. Come si può leggere nel curriculum che il candidato alla segreteria del Pd ha pubblicato sul sito matteorenzi.it, in gioventù Matteo Renzi ha lavorato alla Chil, "come dirigente", occupandosi di "servizi marketing". Ad oggi Matteo è "un dirigente in aspettativa della società di famiglia". Maiorano non va oltre, ma lascia intendere che le disponibilità finanziarie del sindaco di Firenze potrebbero essere di tutt'altra natura e che nulla avrebbero a che fare con quelle di un comune cittadino, come invece la dichiarazione rilasciata in tv. Insomma, accuse a parte, anche il Sindaco di Firenze ha qualcosa su cui lavorare e da rottamare per essere il linea col suo, ottimo, pensiero.




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MUSEI IN AFFITTO SOLO PER INIZIATIVE CULTURALI O A CHIUNQUE PAGHI?

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Renzie, il terzo chierichetto di De Mita:
Renzie è il terzo chierichetto di De Mita, quello più gggiovane, ma un po' più sfigato, quello che va a fare l'animatore tra i ragazzi, ma che si fa uscire quando si parla di cose da grandi. Al congresso della Margherita di alcuni anni fa Renzie confessava: "Stamattina ho preso una lezione di cui sono grato al presidente De Mita. [...] Io sono orgoglioso di essere popolare, sono orgoglioso che il pd (menoelle, ndr) abbia una radice popolare". Il Partito Popolare "è stato un partito politico nato il 22 gennaio 1994 successivamente ad un'opera di rinnovamento all'interno della Democrazia Cristiana". Al suo interno hanno militato, oltre al gggiovanissimo Renzie, tra gli altri: Giulio Andreotti, Rosy Bindi, Rocco Buttiglione, Ciriaco De Mita, Roberto Formigoni, Dario Franceschini ed Enrico Letta.


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IL MATTONE-ZERO DI Renzi

Novoli, De Zordo: "57.000 mq di nuovo cemento. Sono questi i "mattoni zero" di Renzi?

E soprattutto, sono queste le reali esigenze della zona?"
Ancora appartamenti e fondi commerciali a San Donato, anche se resta molto invenduto nella parte già costruita.

Novoli vede oggi confermate vecchissime previsioni urbanistiche e subirà il completamento di una colata di cemento pari a 200.000 mq complessivi visto che ne aggiuingiamo ora 57.000 a quelli già costruiti. Vince l'Immobiliare Novoli che si vede ora autorizzata a edificare ancora su 57.505 mq , pari a 23.070 mq di residenziale / ricettivo  e 34.435 mq di terziario, con centinaia di appartamenti e fondi commerciali che verranno costruiti. E questo anche se resta molto invenduto nella parte già costruita, così come del resto anche in altre zone vicine: case nuove, vuote e inutilizzate, ma la spinta è sempre a costruirne altre, e certo non alloggi sociali o comunque acessibili a chi per motivi economici non riesce ad avere una risposta al bisogno di un alloggio.

ll vecchio Piano di recupero dell'area ex Fiat di Novoli- che era decaduto e ora resuscitato senza cambiamenti di rilievo co ​​ n questa Variante urbanistica -  risale al luglio 1994 e fu poi modificato con la celebre Variante (quella del disegnino) nel 2001: lì si sanciva  una capacità edificatoria di 200.000 mq, ovvero 600.000 m3 di cemento in un'area già allora congestionata. Incredibile che oggi, con una situazione ancora più appesantita dal nuovo Palazzo di Giustizia, tutti i volumi siano confermati dal nuovo Piano Renzi che consente la costruzione di 8 nuovi lotti nei 57.505 mq ancora liberi intorno al parco di San Donato.

E pensare che il 20 aprile 2009 il Consiglio comunale bocciò la delibera del vecchio Piano, proprio perché troppo invasivo, coi voti delle opposizioni e di parte della maggioranza: i voti contrari - 21 su 39 presenti- mandarono la giunta Domenici in minoranza e ne sancirono di fatto la fine politica (col voto contrario di una bella fetta di maggioranza e l'astensione dell'allora consigliere Nardella); oggi  la giunta Renzi sponsorizza un Piano che, al netto di dettagli davvero marginali ribadisce le previsioni del vecchio.

Grave la scelta per più ragioni: si cementifica un'area che dovrebbe essere salvaguardata come polmone tra Università, il già costruito dell'area San Donato, il Palazzo di Giustizia e gli edifici della Regione Toscana. L'Amministrazione avrebbe invece dovuto fare una valutazione attenta per questa parte residua dell'area che potrebbe risolvere bisogni del quartiere  in termini di servizi ed attrezzature (e potrebbe anche costituire occasione di diversa iniziativa d'investimento per lo stesso operatore immobiliare).

Visto che la proprietà è in mano a banche e non a un operatore immobiiliare puro, a fronte di invenduto o di fermo prolungato nel tempo non rischia il fallimento, perché non investe risorse proprie - ma quelle di circuiti finanziari- e quindi è molto alto l'ulteriore rischio di inattività per molti anni, con tutte le conseguenze circa il completamento degli interventi in particolare di quelli infrastrutturali con ricaduta sull'intera area che rischia di restare vuota.

Chiediamo: il completamente cementificatorio dell'unica area rimasta libera a Novoli a vantaggio di chi va se non degli investitori della Novoli Immobiliare spa? Il fatto che diano qualche briciola dei lauti guadagni a interventi per la collettività non salva affatto un'operazione sbagliata e di retroguardia, che l'amministrazione ora tenta inutilmente di spacciare per "riqualificazione". Alla faccia dei "mattoni zero" di cui si vanta il Sindaco Renzi.

http://www.perunaltracitta.org/politica/novoli-de-zordo-57-000-mq-di-nuovo-cemento-sono-questi-i-mattoni-zero-di-renzi#sthash.BqwNdQNC.dpuf

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Renzi e la politica dei rifiuti: è questo il nuovo che avanza?
Dal 16 al 24 novembre si è tenuta la settimana europea per la riduzione dei rifiuti (alzi la mano chi se ne è accorto). Logica avrebbe voluto che quanto meno ogni amministrazione italiana facesse qualcosa nella direzione indicata. In primis, magari, il Ministero dell’Ambiente.
In effetti, se digitate su Google “settimana dei rifiuti”, trovate la pagina del Ministero ad essa dedicata. Peccato che si riferisca a quella del 2011! Ma parlare male del Ministero dell’Ambiente è un po’ come rubare le caramelle ai bambini. Quindi passiamo oltre.
E passiamo a quel Matteo Renzi che è facile pronosticare futuro leader del Pd e magari, chissà, anche futuro Presidente del Consiglio dei Ministri. Cosa c’entra Renzi con i rifiuti? Forse perché è un rottamatore? Battutaccia…No, c’entra perché nella settimana ad essi dedicata è stata votata in consiglio comunale una mozione con cui il comune di Firenze avrebbe dovuto aderire alla strategia Rifiuti Zero.
Rifiuti Zero è una strategia che, come dice il nome, tende ad eliminare totalmente il conferimento di rifiuti in discariche ed inceneritori. Come molti sanno, il primo comune italiano ad aderire a Rifiuti Zero fu Capannori, in provincia di Lucca, che ha anche tradotto in pratica l’obiettivo che si era posto, raggiungendo e superando il 90% di differenziata nel 2012. Attualmente sono più di 200 i comuni in Italia che aderiscono a questa strategia. E nel mondo vi sono città come San Francisco, Canberra, Buenos Aires.
Bene, nella città che ha Matteo Renzi sindaco, la mozione è stata bocciata dal consiglio comunale. Accidenti, era solo una mozione, una dichiarazione di intenti: no, bocciata! Del resto, è cosa nota che quelli che si autodefiniscono “democratici” hanno un debole per gli inceneritori. Le amministrazioni targate Pd che li hanno fortemente voluti sono lì a dimostrarlo: Salerno, Torino, Parma, Napoli, solo per citare alcuni esempi. Incenerimento e Pd vanno a braccetto. Incenerimento e raccolta differenziata fanno a pugni. Ma torniamo a Matteo Renzi: godibile la sua difesa a spada tratta degli inceneritori in contrapposizione ad una oncologa ed alcuni ambientalisti. Del resto, non potrebbe essere diversamente, visto che Firenze dovrebbe avere a breve il suo bravo impianto alle porte della città, a Case Passerini. In compenso, secondo il rapporto Ispra 2012, Firenze nel 2010 aveva un misero 37,7 % di raccolta differenziata. Per legge avrebbe dovuto avere il 45% nel 2008, ed il 65% nel 2012…
Ogni volta che vedo Renzi, mi viene in mente Crozza. Chissà poi come mai…



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Carla Ruocco
Renzie Renzie. Come suonano bene le sue parole
Mentre i suoi parlamentari, in barba a qualsiasi proposta del movimento 5 stelle, votano per lasciare l'IRAP alle imprese, per il rifinanziamento delle missioni militari, per tenersi come ladruncoli colti sul fatto, i soldini dei finanziamenti pubblici all'onnivoro PD, per tenersi strette strette le pensioni d'oro, gli stipendi, rivitalizzare le province nel femminicidio, votano contro la proposta di Giachetti per l’abolizione del ‘’Porcellum’’, salvano la Cancellieri dal voto di sfiducia ....ma forse lei tutto ciò lo ignora, tutto preso come è a farsi fotografare dai settimanali in posa come un mancato George Clooney....se vorrà, per ottemperare al mio impegno, sono disponibile anche ad incontrarla e a spiegarle cosa davvero accade in parlamento. Attendo risposta.
(26/11/2013)
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La resistibile ascesa di Matteo Renzi
Nella primavera del 2014 si voterà per il rinnovo dell’amministrazione comunale anche a Firenze, la città-laboratorio del neo capo del centrosinistra Matteo Renzi. Nel resto d’Italia ben poco si sa della sua azione come sindaco, se non attraverso le sue stesse affermazioni, che in genere magnificano la chiusura del centro storico alle auto, il piano strutturale a cemento zero, la riduzione della tassazione locale. Si tratta di solgan che nascondo a volte dei bluff a volte delle forzature concettuale e semantiche. Sul traffico, per dire, a Firenze esiste una Ztl creata negli anni Ottanta, Renzi si è limitato a transennare una fetta della piazza intorno al Duomo, senza – non sia mai – intervenire sulla reale riduzione del traffico cittadino (Firenze è fra le città più inquinate d’Italia) e rinunciando a quanto pare a uno dei suoi cavalli di battaglia al tempo della campagna elettorale, cioè la costruzione in tempi brevi della seconda linea della tramvia, con passaggio vicino al Duomo. Il “cemento zero” è proprio un trucco: in realtà a Firenze si prepara una cementificazione mai vista prima nell’area ex Fiat, già prevista, ma non approvata, dalla precedente amministrazione (lo zero indica quindi il fatto che la giunta Renzi non ha ggiunto ulteriore cemento rispetto a quanto previsto dalla giunta Domenici…) E così via.

La cena Ferrari sul Ponte Vecchio chiuso ai cittadini

In realtà l’amministrazione Renzi è stata piuttosto mediocre, se non nella roboante declamazione del sindaco, perennemente in campagna elettorale. Il “sistema Renzi”, questo sì, ha occupato spazi di potere, spesso sommandosi ai precedenti detentori, e ha confermato tutte le scelte importanti, quelle attese dai poteri finanziari e cementizi locali: il costosissimo e pericoloso tunnel di sottoattraversamento per l’Alta Velocità; l’allargamento dell’aeroporto; l’insediamento di un nuovo inceneritore, arrivando – incredibile a dirsi – a progettare la costruzione di due nuovi parcheggi sotterranei nel centro storico della città (il “nuovo” sarebbe quindi il ritorno alle sciagurate scelte degli anni Settanta e Ottanta, mentre in tutta Europa ci si pone l’obiettivo opposto a quello di Renzi, e cioè si cerca di allontanare le auto dai centri urbani invece di attirarle).

C’è poi il capitolo della messa in vendita del marchio Firenze fino all’affitto vero e proprio di spazi cittadini a ricchi finanzieri e imprenditori di passaggio. In vista delle elezioni del 2014 è sperabile – perfino possibile – che il caso Firenze diventi un laboratorio in senso opposto a quel che è stato finora. Per il sindaco la città è stata un trampolino verso la politica nazionale, una vetrina per farsi notare e un marchio da usare nella sua poderosa macchina di marketing; ora dovrebbe diventare l’occasione per mostrare a tutti gli italiani il sistema Renzi per quel che è: un apparato di potere autoreferenziale che si fa garante dei poteri forti esistenti e quindi si isipira alle rigide regole dell’ideologia del mercato.

Un neoliberismo provinciale che si richiama nientemeno che a Tony Blair, credendo con ciò di darsi una patina di sinistra moderna, dimenticando sia quanto osservato dallo storico Tony Judt citato nell’intervento di Tomaso Montanari citato sotto, sia – soprattutto – la definitiva valutazione firmata da Margaret Thatcher, che così rispose a chi le chiedeva di citare il suo maggiore successo politico: “Il new Labour di Tony Blair”.

A Firenze, dunque, si sta cominciando a ragionare di un’alternativa culturale, politica ed elettorale al Pd di Matteo Renzi e alla sua furia mercatista. A questo link merita d’essere letto l’intervento di Tomaso Montanari – storico dell’arte, fiorentino, sostenitore di una concezione democratica e costituzionale del patrimonio culturale delle nostre città – a un’assemblea pubblica che aveva per titolo “Firenze non è una merce” (con la partecipazione anche di Salvatore Settis).










Firenze, Matteo Renzi e la strana aspettativa a carico del Comune
Il Comune e la Provincia di Firenze da quasi 9 anni pagano i contributi per la pensione del dirigente di azienda Matteo Renzi. Il problema è che l’azienda che ha assunto il giovane Renzi come dirigente 8 mesi prima di collocarlo in aspettativa (scaricando l’onere previdenziale sulla collettività) è della famiglia Renzi. Lo si scopre leggendo un documento del 22 marzo scorso: la risposta a un’interrogazione presentata dai consiglieri Francesco Torselli (Fratelli d’Italia) e Marco Semplici (Lista Galli). “Il dottor Matteo Renzi è inquadrato come Dirigente presso l’azienda Chil srl”, scrive il vicesindaco Stefania Saccardi e aggiunge “alla società presso cui risulta dipendente in aspettativa il dottor Renzi sono erogati i contributi previsti all’art. 86 comma 3 del Testo unico sugli enti locali”. La legge in questione impone all’Ente locale di provvedere al versamento dei contributi previdenziali, per gli amministratori locali che, in quanto lavoratori dipendenti, siano stati collocati in aspettativa non retribuita per assolvere al mandato.
La tentazioni di farsi assumere poco prima dell’elezione per caricare sull’ente i versamenti pensionistici è forte. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, è stato al centro di uno scandalo perché era stato assunto da un Comitato legato al Pd il giorno prima del 16 febbraio 2008, data in cui comunicava la sua candidatura a presidente della Provincia. Ora si scopre che anche Renzi fruisce della stessa legge. “Renzi”, scrive il vicesindaco nella sua risposta all’interrogazione “risulta inquadrato come dirigente dal 27 ottobre 2003 nell’azienda CHIL srl, gestita – prosegue il vicesindaco – dai familiari fino al 2010. Dopo la cessione di ramo d’azienda la nuova società Eventi 6 Srl è costituita da soggetti privati estranei a rapporti di parentela”. In realtà, come il Fatto ha già scritto, la Eventi 6, che fattura 4 milioni di euro all’anno nel settore della distribuzione della stampa, è di proprietà delle sorelle Matilde e Benedetta Renzi (36 per cento a testa), della mamma Laura Bovoli (8 per cento) e del fratello del cognato, Alessandro Conticini, 20 per cento. L’assunzione di Renzi, a differenza di quella di Zingaretti, è avvenuta 8 mesi prima dell’elezione a presidente della provincia, il 13 giugno 2004. Fino a 8 mesi prima dell’elezione, la società di famiglia pagava molto meno di quanto poi provincia e comune verseranno per la sua pensione. Spiega il vice-sindaco Saccardi nella sua risposta: “Renzi ha avuto un contratto di collaborazione coordinata e continuativa fino al 24 ottobre 2003 presso la Chil srl. Dal 27 ottobre 2003 è stato inquadrato come dirigente”. Fonti vicine al sindaco spiegano al Fatto: “L’assunzione non era finalizzata a lucrare i contributi. La società della famiglia Renzi in quel periodo viveva una fase di ristrutturazione. L’acquisto della qualifica di dirigente da parte di Renzi era legata alla cessione delle sue quote.
da Il Fatto Quotidiano del 27 marzo 2013





Interesante articolo (20.01.2014)

“Renzusconi” e un Paese senza memoria né cultura
Un Paese senza memoria né cultura, da nessun punto di vista: è questa l’Italia che tiene insieme la politica dell’incontro Renzi-Berlusconi e la cronaca della frana sull’Intercity della Genova-Nervi. Sembra incredibile che non si impari mai nulla non dirò dal passato ma neppure dal passato prossimo, quello che parrebbe impossibile aver dimenticato. Bastano pochi cenni per dare l’idea pur in questo spazio circoscritto agli spilli di una riflessione a braccio. Oggi sembra che il nocciolo dell’incontro di sabato al Nazareno (il catasto del Pd) sia nella crasi “Renzusconi”, su chi la vuole e chi se ne indigna al grido di “non si incontra un condannato espulso dal Senato”.
Ma un conto è se questa seconda tesi la sostiene Grillo, che discutibile quanto volete sul presente e sul futuro è invece chiarissimo sul passato: mai accordi né con il Pdl né con il Pd-l. Chi invece sulla base della “governabilità” infusa dal Quirinale viene da tanti mesi di “larghe intese” con l’evasore alla moviola (che però “democraticamente” prende i voti) e adesso ne contesta la stessa esistenza, fa ridere, o piangere: un po’ di memoria, please, non ci nascondiamo furbescamente dietro i simboli dopo averli ignorati da sempre. Piuttosto è la sostanza degli accordi del “renzusconismo” che andrebbe giudicata con chiarezza.
La mancanza di memoria e di cultura intesa nel suo complesso è anche la chiave per giudicare l’incidente ferroviario di cui sopra: Infatti “non” è una disgrazia, ma l’ultimo atto di una serie infinita di accadimenti che si spiegano solo ricordando lo scempio che è stato fatto del territorio di questo Paese. Vogliamo provare ad applicare i criteri del “renzusconismo” a tale scempio? Chi ne è indenne? Dico degli amministratori centrali e periferici italiani degli ultimi trent’anni, di qualunque colore politico? (Oliviero Beha)
http://www.olivierobeha.it/inevidenza/2014/01/renzusconi-e-un-paese-senza-memoria-ne-cultura



100 mila € per Pimpa
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Il tallone d’Achille del Senato di Renzi


RENZI VUOLE TAGLIARE GLI STIPENDI: LE BANCHE CONFIDANO IN LUI








ECCO COME RENZI A DILAPIDATO 20 MLN DI EURO di infoindipendente
E’ RIUSCITO A SPENDERE 70.000 € PER 2 VIAGGI NEGLI USA, UN RECORD!
100 ASSUNZIONI DIRETTE COSTATE 25 MLN DI EURO AI FIORENTINI
MUTUO PER LA MOGLIE ECC..
ECCO IL NUOVO DEL PD.. IL ROTTAMATORE RENZI!

La Corte dei Conti, grazie anche ad un esposto presentato proprio da Maiorano, sta indagando per appurare se nella gestione Renzi 2004-2009 ci siano gli estremi per attribuire un danno erariale. E gli organi di stampa si stanno interessando all’argomento, probabilmente sull’onda emotiva dello scandalo Lazio. O forse perché Renzi è candidato alle primarie del Pd contro Bersani.
Fatto sta che, proprio grazie alla documentazione inviataci da Maiorano, noi di Qelsi abbiamo denunciato le spese pazze del Rottamatore già da giugno, in tempi non sospetti.
E oggi intervistiamo “l’incubo di Renzi” per primi.
Alessandro Maiorano, la tua “guerra” a Renzi inizia con una denuncia per mobbing. Raccontaci perché.
Premetto che in anni di lavoro presso il Comune di Firenze mai mi ero permesso di dire una sola parola su tutti gli altri sindaci che hanno preceduto Renzi. Ma su questo sindaco è impossibile non dire nulla, visto che si è permesso persino sui giornali nazionali di chiamarci tutti “Fantozzi”.
Fantozzi sarà lui e tutti quei suoi cento amici che ha fatto assumere a chiamata diretta.
Detto questo, il sindaco e altri personaggi del Comune si sono comportati male, non tanto con me quanto con mia madre gravemente malata da anni che assisto personalmente da inizio malattia. Matteo Renzi, pur conoscendo tutta la mia situazione, da buon “cattolico” come dice di essere se n’è fregato. Pazienza, ecco il perché della mia denuncia che tanto non porterà a nulla conoscendo la giustizia in Italia.
Oggi la Corte dei Conti indaga sulle spese di Renzi da presidente della provincia. Può essere considerata anche una tua vittoria personale?
Non c’è nessuna vittoria personale, ne ho avute di più importanti. Questa con Renzi per me è acqua fresca, impegnarsi contro di lui è fin troppo facile. Renzi è solo “un’alborella”, lo avrei fatto anche con pesci più grossi se mi fossero capitati sotto il naso sprechi evidenti come questi 20 milioni che Renzi ha dilapidato dal 2004 al 2009.
Come sei venuto in possesso di tutte le fatture?
Le ho semplicemente agganciate su un sito tramite il quale un politico (Guido Sensi n.d.r) tentò di far presente alle istituzioni che gli sprechi di Renzi erano abnormi. Ho ripreso in mano io tutta la situazione, coinvolgendo mie personali conoscenze al ministero e nelle istituzioni, ho presentato esposti e tutto per miracolo si è mosso. Ora vediamo gli esiti.
Renzi, attraverso il suo comitato elettorale, dice di aver usato la massima trasparenza e aver pubblicato sul suo sito tutte le spese. E pure di non aver mai sforato il plafond di 10.000 euro mensili con la carta di credito della provincia. I documenti che ci hai mandato lo smentiscono. Il Rottamatore ha omesso altre verità?
Mi hanno colpito per esempio quei 3000 euro spesi una notte in un grande albergo americano, chissà cosa ci avrà fatto. E poi i 707.000 euro dati ad una fantomatica associazione con sede a Prato chiamata Culter, ma sono tutti i 20 milioni che mi hanno colpito, specialmente in un periodo delicato come questo.
Florence Multimedia, l’ufficio stampa creato per valorizzare l’immagine di Renzi, è lo spreco peggiore della sua gestione?
Si tratta di una sua creatura, sono stati spesi più di 4,5 milioni di euro. Neppure in Mediaset si spendono simili cifre per un solo personaggio, e Renzi non è una star ma una semplice comparsa. Tutti quei soldi sono davvero troppi.
Abbiamo parlato di provincia, ma la gestione del bilancio del Comune da quando Renzi è sindaco come si può definire?
Basta vedere cosa ha fatto l’ex assessore Fantoni, questa domanda sarebbe da girare a lui. Quando un assessore al bilancio scelto da Renzi si dimette arrivando a dire al sindaco “Usi la città è i fiorentini per le tue ambizioni personali” cos’altro aggiungere?
Cosa pensi che succederà ora che la Corte di Conti sta indagando?
Prevedo che la Guardia di Finanza e il ministero andranno a controllare tutto e mi riferisco anche alla Chil srl, l’azienda di suo padre Tiziano. E poi la Florence Multimedia e tanto altro ancora, a cominciare da quei mesi in cui è stato in giro per l’Italia a presentare il suo libro. Chi ha pagato tutto? E inoltre come mai oggi è assente dalla città per suoi interessi personali però continua a riscuotere lo stipendio da sindaco? Non sarebbe più corretto dimettersi e fare le primarie? Ma si sa, il Rottamatore fa come vuole, in futuro non credo più.
Ecco tutte le fatture della gestione Renzi







Matteo Renzi: "gli inceneritori non provocano tumori,
Collaboratori: Quintino Aiello (titolare), Davide Cinquestelle, Mauro Merlino e altri 46
Ultimo aggiornamento: 
Matteo Renzi: "gli inceneritori non provocano tumori,
http://www.youtube.com/watch?v=mNCn9q74AAc chi lo dice fa terrorismo" http://www.youtube.com/watch?v=mNCn9q74AAc Dott.ssa Patrizia Gentilini- Menzogne sugli inceneritori http://www.youtube.com/watch?v=mjZdoaKLhXA CANCRO LE CURE PROIBITE a cura di Massimo Mazzucco http://www.youtube.com/watch?v=1RUrIO3Emws&feature=plcp
CANCRO LE CURE PROIBITE (10 foto)

FATE GIRARE

Ecco cosa si nasconde dietro l'acquisto degli F35!!
Fine della conversazione in chat SIAMO CITTADINI E NON SUDDITI !!! NON POSSIAMO ACCETTARE CHE UNA BANDA DI *NOMINATI* CI PURGHI IN QUESTO MODO, SENZA TENERE IN MINIMA CONSIDERAZIONE LA NOSTRA VOLONTA'!!! E' TEMPO DI DIRE NO... DI DIRLO TUTTI INSIEME!!! Per riuscire a farci sentire però, dobbiamo UNIRCI!!! http://www.facebook.com/photo.php?fbid=2475932710059&set=t.1604703815&type=1&theater http://www.facebook.com/pages/Libya-war-or-peacekeeping-mission/198578403496082
L’Italia spende mezzo miliardo di euro all’anno per la campagna in Afghanistan, ed ha messo in cantiere una operazione da 16 miliardi per acquistare 131 bombardieri invisibili F-35, aerei “stealth” di ultima generazione, attrezzato per trasportare Nh-90testate nucleari (471,8 milioni di euro l’uno). Altri 309 milioni saranno destinati all’acquisto degli elicotteri Nh-90 della AgustaWestland, mentre la lista della spesa militare 2011 contempla anche due sottomarini U-212, del costo di 164,3 milioni, e di altri elicotteri Ch-47 F Chinhook (per 137 milioni), oltre all’ammodernamento dei caccia multiruolo Tornado (178,3 milioni). Per il caccia Eurofighter Typhoon, il jet Aermacchi M-346 da addestramento, le modernissime fregate Fremm e i veicoli corazzati da combattimento Freccia verranno reperite risorse dal ministero dello Sviluppo economico, «chiamato a contribuire con poco meno di un miliardo di euro». E’ proprio tenendo conto della “partecipazione” del ministero dello Sviluppo economico che la spesa complessiva lievita di ben tre miliardi. Alla luce dei vincoli finanziari, e secondo i documenti ufficiali, il volume finanziario complessivo a disposizione del ministero della difesa è pari a 20 miliardi e 494,6 milioni di euro, nel 2011, a 21 miliardi e 16 milioni di euro, nel 2012, e a 21 miliardi e a 368 milioni di euro, nel 2013. Quindi, nonostante la crescita in valore assoluto della spesa rispetto al 2010, si registra tuttavia una diminuzione del rapporto percentuale della spesa rispetto al Pil che passa dall’1,31 per cento del 2010 all’1,28 per cento del Pil del 2011. Non è così se si tiene conto delle cifre che il ministero dello Sviluppo economico destina alle imprese degli armamenti. Secondo quanto riportano Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca nel loro libro «Il caro armato. Spese, affari e sprechi delle Forze Armate italiane» nel 2010 il nostro Paese ha previsto di spendere in spese militari qualcosa come 23 miliardi di euro. La struttura delle nostre Forze Armate, secondo quanto prevede il cosiddetto Nuovo Modello di Difesa, è profondamente cambiata rispetto agli anni passati. Tra le righe, scopriamo che gli arsenali non conoscono crisi. Per non parlare poi delle vicende controverse legate alle servitù militari e il destino degli immobili della Difesa. A quanto ammontino i “fondi-stampella” dello Sviluppo economico le carte ufficiali però non lo dicono: sono circa 900 milioni per il 2011, rispetto ad almeno 1.200 milioni degli anni precedenti, secondo una stima che circola tra esperti della difesa. Il governo non ha pubblicato un quadro trasparente di tutta la spesa. A questi vanno aggiunti il miliardo e mezzo di tutte le missioni. E quindi ecco spiegati i tre miliardi in più. Dal punto di vista dell’attività produttiva in Italia, il settore è in piena espansione: con un fatturato record da 3,7 miliardi, alla fine del 2008, come si è appreso lo scorso anno, l’Italia ha superato la Russia, divenendo il secondo esportatore mondiale di armamenti, dopo gli Stati Uniti. Tra i “gioielli” dell’industria militare nostrana, il veicolo tattico multiruolo Lince e l’elicottero d’attacco A-129 Mangusta, ma far lievitare il made in Italy sono anche armamenti meno “prestigiosi”, come le bombe a grappolo messe al bando da recenti convenzioni internazionali, non ancora ratificate nella loro piena applicazione. Tra gli ultimi arrivi, i nuovi impianti radar per potenziare la rete operativa dell’Aeronautica militare italiana ed integrarla ancora di più nella catena di comando, controllo, comunicazione ed intelligence dell‘Alleanza atlantica. Dodici sistemi Fixed Air Defence Radar (Fadr) Rat31-Dl sono stati commissionati alla Selex Sistemi Integrati, società del gruppo Finmeccanica, e sono in via d’installazione in altrettanti siti dell’Ami sparsi in tutta Italia. Ad essi si aggiungeranno anche due sistemi configurati nella versione mobile Dadr (Deployable Air Defence Radar) che saranno consegnati entro il 2013 Quanto spende l'Italia per il militare? Francesco Mancuso Fonte: Scienza in Rete - 05 gennaio 2011 Comprendere l’esatto ammontare delle spese militari italiane è un’operazione molto complessa; a renderla difficile contribuiscono i numerosi attori istituzionali che vi partecipano e i mille rivoli da cui attingere fondi, per il corretto funzionamento del settore. Gli attori principali che partecipano alla definizione della spesa militare italiana sono: il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), il Ministero della Difesa, il Ministero dello Sviluppo Economico, ex dicastero delle Attività Produttive, (MSE), essi costituiscono la componente politica; l’apparato militare che stabilisce i programmi sulla base di strategie che tengono conto delle così dette minacce esterne e degli obiettivi di proiezione di potenza. Lo stanziamento complessivo, ascritto per il 2011, al Ministero della Difesa è pari a 20.494,6 mln di € (milioni di euro), in aumento di 130,2 mln di €, pari allo 0,6% del totale, rispetto al 2010. Esso si compone di più voci: funzione difesa, che riguarda le componenti terrestri, aeree e navali delle forze armate, ed ammonta a 14.327,6 mln di €, segnando un aumento di 32,6 mln di € pari allo 0,2% del totale rispetto al 2010; funzione sicurezza del territorio, che riguarda l’arma dei carabinieri per le attività che ricadono all’interno delle competenze del dicastero della Difesa, che ammonta a 5.574,6 mln di €, con un aumento di 145,2 mln di € pari al 2,6% in più rispetto al 2010;funzioni esterne, cioè quelle attività non direttamente collegate con i compiti istituzionali di difesa come l’approvvigionamento idrico per le isole minori o voli di Stato, ammonta a 100,7 mln di €, segnando una contrazione di 49,8 mln di €, pari al 33,1%, rispetto al 2010;trattamento di ausiliaria, cioè il trattamento di quiescenza del personale che ha cessato il servizio permanente ed è collocato in ausiliaria, prima che il relativo onore sia assunto dagli organi previdenziali, è pari ha 323,8 mln di €, e segna un aumento di 2.3 mln di € pari ad incremento dello 0,7% rispetto al 2010.La funzione difesa si suddivide in tre voci: personale, esercizio ed investimento; la ripartizione ottimale dei fondi si ha nel momento in cui essi risultino assegnati per il 50% al personale e per il restante 50% all’esercizio ed investimento. Nella tabella sottostante sono riportate le varie voci che compongono la funzione difesa e gli importi relativi al 2010 ed al 2011. Settori Esercizio finanziario 2010 Esercizio finanziario 2011 Variazione monetaria Variazione % Personale 9.347,1 9.433,9 + 86,8 +0,9 Esercizio 1.760,4 1.440,0 - 320,4 - 18,2 Investimento 3.187,4 3.453,7 + 266,3 + 8,4 Dati ottenuti dalla Nota aggiuntiva allo stato di previsione per la Difesa per l’anno 2011, presentata al Parlamento dal ministro della difesa on. Ignazio La Russa. Le cifre sono in mln di € Come si nota dalla tabella le spese militari italiane sono in gran parte assorbite dai costi per il personale. Esercizio, con tale termine si indicano tutti i costi sostenuti per il funzionamento delle forze armate, incluse le spese per l’addestramento, per la manutenzione dei mezzi e dei materiali, per le infrastrutture, il casermaggio ed altre spese minori. La partecipazioni alle missioni internazionali ha notevolmente incrementato l’usura dei mezzi che richiedono manutenzioni sempre più particolareggiate ed approfondite ma la maggior parte delle volte non possono essere effettuate, per mancanza fondi. Nei rapporti degli anni passati, lo Stato maggiore evidenzia come i tagli costanti apportati a tale voce mettano a repentaglio il corretto funzionamento dei mezzi e l’addestramento del personale da inviare in missioni di pace. La componente politica, come evidenziano i tagli, ha preferito non ascoltare tali preoccupanti voci, privilegiando la via dell’acquisizione di nuovo armamento anziché quella della manutenzione. Oggi nella nota aggiuntiva alla difesa per il 2011, in riferimento ai tagli, leggiamo: «[…]va evidenziato che le organizzazioni quali la NATO e l’Unione Europea fissano precisi standard qualitativi, addestrativi e di efficienza da conseguire e mantenere per i reparti e le unità specificamente richieste o che ciascuna nazione partecipante, sulla base di intese ed accordi periodici, rende disponibili. Il mantenimento di questi standard internazionalmente riconosciuti è conseguito con attività specificatamente definite e finalizzate a garantire la piena integrazione e l’immediata interoperabilità dei reparti nei dispositivi multinazionali, attività queste che devono essere preparate e sostenute nel tempo. Stante il livello di risorse previsto per il triennio 2011-2013, in assenza di specifici interventi, la prontezza operativa dello Strumento militare rimarrà al livello minimo necessario per far fronte agli impegni internazionali, con il rischio di veder aumentare le criticità che la caratterizzano.» Alla definizione della spesa militare italiana partecipano il MEF ed il MSE. Per quanto riguarda il dicastero dell’economia esso stanzierà per il 2011: 1.500 mln di € per la prosecuzione delle missioni di pace internazionali (di questi 750 mln sono previsti nella legge di stabilità e coprono le spese per il primo semestre dell’anno);645,8 mln di € si trovano nel fondo per le spese di organizzazione e finanziamento dei servizi di sicurezza. Tale cifra include le spese riservate.Il Ministero dello Sviluppo economico, con i suoi stanziamenti contribuisce all’acquisto di una larga fetta degli armamenti italiani ed in particolare: 255 mln di € destinato al Fondo per gli interventi agevolati alle imprese, che negli ultimi anni è stato destinato totalmente ad interventi per l’aereonautica e l’industria aerospaziale e duale;1.483 milioni di € destinato ad interventi agevolativi per il settore aeronautico;510 milioni di euro destinato ad interventi per lo sviluppo e l’acquisizione delle unità navali della classe FREMM.Fatte le dovute somme il settore della difesa gode di stanziamenti pari a 24.888,4 mln di €. Tutto questo avviene mentre i politici parlano di tagliare le spese improduttive e razionalizzare le spese dello Stato. La domanda che sorge è, una spesa così strutturata per il settore della difesa a chi conviene? Chi ne definisce le priorità? Di certo non lo stato maggiore che vede le sue richieste cadere costantemente nel vuoto visto i tagli che la voce esercizio subisce da diversi anni. Nella tabella seguente riporto i tre programmi d’armamento più costosi degli ultimi decenni. Programma d’armamento Costo iniziale Costo intermedio Costo finale Variazione Portaerei Cavour 1.500 mld di lire 2.200 mld di lire 1.390 mln di € 55,68 EFA 15.759 mld di lire (per 121 aerei) … 18,1 mld di € 8per 96 aerei) 45,9 F-35 JSF 13 mld di € (+ 750 mln in ricerca e sviluppo e 650 mln per la fase di pre-industrializzazione) … … … Fonte: Nota aggiuntiva allo stato di previsione per la Difesa per l’anno 2011; Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca, Il caro armato: spese affari e sprechi delle Forze Armate italiane, Altreconomia edizioni 2009. Note: Articolo al link http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/quanto-spende-litalia-il-militare Ulteriori informazioni: - SIPRI Yearbook 2010 Armaments, Disarmament and International Security, Oxford University Press, Stoccolma 2010. - Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca, Il caro armato: spese affari e sprechi delle Forze Armate italiane, Altreconomia edizioni 2009. - Nota aggiuntiva allo stato di previsione per la Difesa per l’anno 2011, presentata al Parlamento dal ministro della difesa on. Ignazio La Russa. - Rapporto di Sbilanciamoci sulla finanziaria 2011. <photo id="8" /> <photo id="4" /><photo id="7" /> <photo id="9" /> http://www.facebook.com/pages/Libya-war-or-peacekeeping-mission/198578403496082
L’Italia spende mezzo miliardo di euro all’anno per la campagna in Afghanistan, ed ha messo in cantiere una operazione da 16 miliardi per acquistare 131 bombardieri invisibili F-35, aerei “stealth” di ultima generazione, attrezzato per trasportare Nh-90testate nucleari (471,8 milioni di euro l’uno). Altri 309 milioni saranno destinati all’acquisto degli elicotteri Nh-90 della AgustaWestland, mentre la lista della spesa militare 2011 contempla anche due sottomarini U-212, del costo di 164,3 milioni, e di altri elicotteri Ch-47 F Chinhook (per 137 milioni), oltre all’ammodernamento dei caccia multiruolo Tornado (178,3 milioni). Per il caccia Eurofighter Typhoon, il jet Aermacchi M-346 da addestramento, le modernissime fregate Fremm e i veicoli corazzati da combattimento Freccia verranno reperite risorse dal ministero dello Sviluppo economico , «chiamato a contribuire con poco meno di un miliardo di euro».https://www.facebook.com/events/437978262976401/ E’ proprio tenendo conto della “partecipazione” del ministero dello Sviluppo economico che la spesa complessiva lievita di ben tre miliardi. Alla luce dei vincoli finanziari, e secondo i documenti ufficiali, il volume finanziario complessivo a disposizione del ministero della difesa è pari a 20 miliardi e 494,6 milioni di euro, nel 2011, a 21 miliardi e 16 milioni di euro, nel 2012, e a 21 miliardi e a 368 milioni di euro, nel 2013. Quindi, nonostante la crescita in valore assoluto della spesa rispetto al 2010, si registra tuttavia una diminuzione del rapporto percentuale della spesa rispetto al Pil che passa dall’1,31 per cento del 2010 all’1,28 per cento del Pil del 2011. Non è così se si tiene conto delle cifre che il ministero dello Sviluppo economico destina alle imprese degli armamenti. Secondo quanto riportano Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca nel loro libro «Il caro armato. Spese, affari e sprechi delle Forze Armate italiane» nel 2010 il nostro Paese ha previsto di spendere in spese militari qualcosa come 23 miliardi di euro. La struttura delle nostre Forze Armate, secondo quanto prevede il cosiddetto Nuovo Modello di Difesa, è profondamente cambiata rispetto agli anni passati. Tra le righe, scopriamo che gli arsenali non conoscono crisi. Per non parlare poi delle vicende controverse legate alle servitù militari e il destino degli immobili della Difesa. A quanto ammontino i “fondi-stampella” dello Sviluppo economico le carte ufficiali però non lo dicono: sono circa 900 milioni per il 2011, rispetto ad almeno 1.200 milioni degli anni precedenti, secondo una stima che circola tra esperti della difesa. Il governo non ha pubblicato un quadro trasparente di tutta la spesa. A questi vanno aggiunti il miliardo e mezzo di tutte le missioni. E quindi ecco spiegati i tre miliardi in più. Dal punto di vista dell’attività produttiva in Italia, il settore è in piena espansione: con un fatturato record da 3,7 miliardi, alla fine del 2008, come si è appreso lo scorso anno, l’Italia ha superato la Russia, divenendo il secondo esportatore mondiale di armamenti, dopo gli Stati Uniti. Tra i “gioielli” dell’industria militare nostrana, il veicolo tattico multiruolo Lince e l’elicottero d’attacco A-129 Mangusta, ma far lievitare il made in Italy sono anche armamenti meno “prestigiosi”, come le bombe a grappolo messe al bando da recenti convenzioni internazionali, non ancora ratificate nella loro piena applicazione. Tra gli ultimi arrivi, i nuovi impianti radar per potenziare la rete operativa dell’Aeronautica militare italiana ed integrarla ancora di più nella catena di comando, controllo, comunicazione ed intelligence dell‘Alleanza atlantica. Dodici sistemi Fixed Air Defence Radar (Fadr) Rat31-Dl sono stati commissionati alla Selex Sistemi Integrati, società del gruppo Finmeccanica, e sono in via d’installazione in altrettanti siti dell’Ami sparsi in tutta Italia. Ad essi si aggiungeranno anche due sistemi configurati nella versione mobile Dadr (Deployable Air Defence Radar) che saranno consegnati entro il 2013 Quanto spende l'Italia per il militare? Francesco Mancuso Fonte: Scienza in Rete - 05 gennaio 2011 Comprendere l’esatto ammontare delle spese militari italiane è un’operazione molto complessa; a renderla difficile contribuiscono i numerosi attori istituzionali che vi partecipano e i mille rivoli da cui attingere fondi, per il corretto funzionamento del settore. Gli attori principali che partecipano alla definizione della spesa militare italiana sono: il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), il Ministero della Difesa, il Ministero dello Sviluppo Economico, ex dicastero delle Attività Produttive, (MSE), essi costituiscono la componente politica; l’apparato militare che stabilisce i programmi sulla base di strategie che tengono conto delle così dette minacce esterne e degli obiettivi di proiezione di potenza. Lo stanziamento complessivo, ascritto per il 2011, al Ministero della Difesa è pari a 20.494,6 mln di € (milioni di euro), in aumento di 130,2 mln di €, pari allo 0,6% del totale, rispetto al 2010. Esso si compone di più voci: funzione difesa, che riguarda le componenti terrestri, aeree e navali delle forze armate, ed ammonta a 14.327,6 mln di €, segnando un aumento di 32,6 mln di € pari allo 0,2% del totale rispetto al 2010; funzione sicurezza del territorio, che riguarda l’arma dei carabinieri per le attività che ricadono all’interno delle competenze del dicastero della Difesa, che ammonta a 5.574,6 mln di €, con un aumento di 145,2 mln di € pari al 2,6% in più rispetto al 2010; funzioni esterne, cioè quelle attività non direttamente collegate con i compiti istituzionali di difesa come l’approvvigionamento idrico per le isole minori o voli di Stato, ammonta a 100,7 mln di €, segnando una contrazione di 49,8 mln di €, pari al 33,1%, rispetto al 2010; trattamento di ausiliaria, cioè il trattamento di quiescenza del personale che ha cessato il servizio permanente ed è collocato in ausiliaria, prima che il relativo onore sia assunto dagli organi previdenziali, è pari ha 323,8 mln di €, e segna un aumento di 2.3 mln di € pari ad incremento dello 0,7% rispetto al 2010. La funzione difesa si suddivide in tre voci: personale, esercizio ed investimento; la ripartizione ottimale dei fondi si ha nel momento in cui essi risultino assegnati per il 50% al personale e per il restante 50% all’esercizio ed investimento. Nella tabella sottostante sono riportate le varie voci che compongono la funzione difesa e gli importi relativi al 2010 ed al 2011. Settori Esercizio finanziario 2010 Esercizio finanziario 2011 Variazione monetaria Variazione % Personale 9.347,1 9.433,9 + 86,8 +0,9 Esercizio 1.760,4 1.440,0 - 320,4 - 18,2 Investimento 3.187,4 3.453,7 + 266,3 + 8,4 Dati ottenuti dalla Nota aggiuntiva allo stato di previsione per la Difesa per l’anno 2011, presentata al Parlamento dal ministro della difesa on. Ignazio La Russa. Le cifre sono in mln di € Come si nota dalla tabella le spese militari italiane sono in gran parte assorbite dai costi per il personale. Esercizio, con tale termine si indicano tutti i costi sostenuti per il funzionamento delle forze armate, incluse le spese per l’addestramento, per la manutenzione dei mezzi e dei materiali, per le infrastrutture, il casermaggio ed altre spese minori. La partecipazioni alle missioni internazionali ha notevolmente incrementato l’usura dei mezzi che richiedono manutenzioni sempre più particolareggiate ed approfondite ma la maggior parte delle volte non possono essere effettuate, per mancanza fondi. Nei rapporti degli anni passati, lo Stato maggiore evidenzia come i tagli costanti apportati a tale voce mettano a repentaglio il corretto funzionamento dei mezzi e l’addestramento del personale da inviare in missioni di pace. La componente politica, come evidenziano i tagli, ha preferito non ascoltare tali preoccupanti voci, privilegiando la via dell’acquisizione di nuovo armamento anziché quella della manutenzione. Oggi nella nota aggiuntiva alla difesa per il 2011, in riferimento ai tagli, leggiamo: «[…]va evidenziato che le organizzazioni quali la NATO e l’Unione Europea fissano precisi standard qualitativi, addestrativi e di efficienza da conseguire e mantenere per i reparti e le unità specificamente richieste o che ciascuna nazione partecipante, sulla base di intese ed accordi periodici, rende disponibili. Il mantenimento di questi standard internazionalmente riconosciuti è conseguito con attività specificatamente definite e finalizzate a garantire la piena integrazione e l’immediata interoperabilità dei reparti nei dispositivi multinazionali, attività queste che devono essere preparate e sostenute nel tempo. Stante il livello di risorse previsto per il triennio 2011-2013, in assenza di specifici interventi, la prontezza operativa dello Strumento militare rimarrà al livello minimo necessario per far fronte agli impegni internazionali, con il rischio di veder aumentare le criticità che la caratterizzano.» Alla definizione della spesa militare italiana partecipano il MEF ed il MSE. Per quanto riguarda il dicastero dell’economia esso stanzierà per il 2011: 1.500 mln di € per la prosecuzione delle missioni di pace internazionali (di questi 750 mln sono previsti nella legge di stabilità e coprono le spese per il primo semestre dell’anno); 645,8 mln di € si trovano nel fondo per le spese di organizzazione e finanziamento dei servizi di sicurezza. Tale cifra include le spese riservate. Il Ministero dello Sviluppo economico, con i suoi stanziamenti contribuisce all’acquisto di una larga fetta degli armamenti italiani ed in particolare: 255 mln di € destinato al Fondo per gli interventi agevolati alle imprese, che negli ultimi anni è stato destinato totalmente ad interventi per l’aereonautica e l’industria aerospaziale e duale; 1.483 milioni di € destinato ad interventi agevolativi per il settore aeronautico; 510 milioni di euro destinato ad interventi per lo sviluppo e l’acquisizione delle unità navali della classe FREMM. Fatte le dovute somme il settore della difesa gode di stanziamenti pari a 24.888,4 mln di €. Tutto questo avviene mentre i politici parlano di tagliare le spese improduttive e razionalizzare le spese dello Stato. La domanda che sorge è, una spesa così strutturata per il settore della difesa a chi conviene? Chi ne definisce le priorità? Di certo non lo stato maggiore che vede le sue richieste cadere costantemente nel vuoto visto i tagli che la voce esercizio subisce da diversi anni. Nella tabella seguente riporto i tre programmi d’armamento più costosi degli ultimi decenni. Programma d’armamento Costo iniziale Costo intermedio Costo finale Variazione Portaerei Cavour 1.500 mld di lire 2.200 mld di lire 1.390 mln di € 55,68 EFA 15.759 mld di lire (per 121 aerei) … 18,1 mld di € 8per 96 aerei) 45,9 F-35 JSF 13 mld di € (+ 750 mln in ricerca e sviluppo e 650 mln per la fase di pre-industrializzazione) … … … Fonte: Nota aggiuntiva allo stato di previsione per la Difesa per l’anno 2011; Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca, Il caro armato: spese affari e sprechi delle Forze Armate italiane, Altreconomia edizioni 2009. Note: Articolo al link http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/quanto-spende-litalia-il-militare Ulteriori informazioni: - SIPRI Yearbook 2010 Armaments, Disarmament and International Security, Oxford University Press, Stoccolma 2010. - Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca, Il caro armato: spese affari e sprechi delle Forze Armate italiane, Altreconomia edizioni 2009. - Nota aggiuntiva allo stato di previsione per la Difesa per l’anno 2011, presentata al Parlamento dal ministro della difesa on. Ignazio La Russa. - Rapporto di Sbilanciamoci sulla finanziaria 2011. vedi cosa vedo? http://www.youtube.com/watch?v=Zvik6pIumn0









CHI E' RENZI ? ECCOLO:



Matteo Renzi alla sanità, le contestazioni e i pulman del PD:







Rothschild, Carlo De Benedetti, Matteo Renzi, mafia, massoneria, Democreazia Cristiana




Firenze, Ponte a Santa Trinita: la sala da pranzo privata dei padroni






- Febbraio 2014: Riforme costituzionali ed elettorali NON PERVENUTO
- Marzo 2014: Riforma del lavoro NON PERVENUTO
- Aprile 2014: Riforma della P.A. NON PERVENUTO
- Maggio 2014: Riforma del fisco NON PERVENUTO

Altro:
- sblocco 68 MILIARDI DI € dei debiti della P.A. entro luglio NON E' STATO FATTO
- 3,5 MILIARDI DI € alle scuole NON SONO MAI ARRIVATI






- Immunità parlamentare? Approvata.
- 250.000 firme piuttosto che 50.000 per presentare una legge di iniziativa popolare? Approvata.
- Abolire la legge Fornero (emendamento M5S)? Bocciato.
- Aumento tassazione giochi online (emendamento M5S)? Bocciato.
- Ghigliottina introdotta anche alla Camera e non solo al Senato? Approvata.
- Incontro Renzi - M5S per salvare la legge elettorale? No.
- Incontro Renzi - Berlusconi per rinnovare le reciproche promesse? Certo.
- I 3,5 miliardi per l'edilizia scolastica già operativi? Certo che no.
- Nuovo ISEE già in vigore dall'8 giugno come stabilito? Ovviamente no.
- Patto della Salute pronto e inviato al parlamento? No, esattamente come nell'ultimo anno.
- Membri della Corte Costituzionale eletti? No.
- Revocato l'incarico al funzionario del ministero delle Infrastrutture, Ercole Incalza, indagato per associazione a delinquere per il Tav di Firenze? No.
- De Girolamo indagata? Già.
- POS obbligatorio per i piccoli commercianti senza incentivi? Già legge.
- Agevolazioni per i grandi evasori? Ci siamo quasi.
- Supercazzole del premier in Europa? Dette.
- Premier che snobba la stampa straniera per andare a Porta a Porta? Fatto.
- Interpellanza urgente sul funzionario del Ministero dell'Interno, Franscesco Sperti, indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso, disertata dal governo? Incredibilmente sì.
- Giornalista e direttore de La Stampa rinviati a giudizio per diffamazione aggravata nei confronti di Marco Scibona Cittadino in Senato per il Movimento 5 Stelle? !
- Intimidazioni al Movimento 5 Stelle Lazio per la battaglia contro i vitalizi? Fatte.
- Iniziata discussione della proposta di legge del M5S per abolire Equitalia? !
- Operazioni di trasbordo delle armi chimiche siriane a Gioia Tauro controllate da rappresentanti istituzionali? Sì, il m5s fino alla fine delle operazioni.
- Decreto P.A. emendabile online da tutti i cittadini? Sì (su www.parlamentari5stelle.it)!
- Risoluzione M5S su immigrazione approvata dall'OSCE? Sì!
Le buone notizie sono 5 stelle, il resto...giudicate voi!





Sent. n. 282/2011
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE DEI CONTI
SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA TOSCANA

composta dai seguenti magistrati
dott. Francesco PEZZELLA Presidente
dott. Carlo GRECO Giudice estensore
dott. Leonardo VENTURINI Giudice
ha pronunciato la seguente
23) RENZI Matteo, nato a Firenze l’11 gennaio 1975;

FONTE: http://goo.gl/whRYri













Tiziano Renzi, nella sua azienda tutti precari. Tranne il figlio Matteo:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/21/tiziano-renzi-nella-sua-azienda-tutti-precari-tranne-il-figlio-matteo/1128633/












Il Fatto Quotidiano di oggi:
LA VERA STORIA DI RENZI & B. LO ZIO IN AFFARI CON FININVEST
Nicola Bovoli, fratello della madre di Matteo aveva un contratto da 7 miliardi di lire col Biscione. Intervistato da Davide Vecchi per il libro “L’Intoccabile”, racconta: “Frequentavo il Cavaliere e Dell’Utri. Ed ero amico di Mike Bongiorno: lavoravo per lui, gli portai mio nipote e lui lo prese alla Ruota della Fortuna”. Dove vinse 48 milioni di lire.


La Galassia di Matteo Renzi 
Il #PD ha finito la grana e batte cassa alla finanza e all'alta imprenditoria. A chi deve rendere conto #Renzi? Se ancora non si era capito...
"Se manca il finanziamento pubblico, bisogna dare fondo a quello privato ai partiti. E così tra giovedì 6 e venerdì 7, tra Milano e Roma, il Partito democratico inviterà a cena chiunque possa dare un contributo minimo di mille euro. Non certo attivisti, iscritti di base e simpatizzanti. Piuttosto imprenditori e manager...















NON perdetevi:

















#EXPO, A FARINETTI SENZA GARA L’OSTERIA PIÙ GRANDE AL MONDO (Gianni Barbacetto e Marco Maroni). 

LA CORTE DEI CONTI SEGNALA: TANTI APPALTI, POCHI CONCORSI. EATALY GESTIRÀ 20 RISTORANTI IN DUE PADIGLIONI DA 4 MILA METRI QUADRI SU INCARICO DIRETTO 

Anche la Corte dei conti ha avuto da ridire sul fatto che molti appalti Expo sono stati assegnati senza gara. Il più clamoroso è lo spazio dato a Oscar Farinetti, grande amico e sostenitore di Matteo Renzi: la sua Eataly sarà presente all’esposizione universale 2015 di Milano con due padiglioni da 4 mila metri quadrati ciascuno, in cui funzioneranno 20 ristoranti, uno per regione italiana. Italy is Eataly : sarà il nome di quello che è stato presentato come “il più grande ristorante che mente (e pancia) umana abbia mai pensato”.

INCARICO diretto, per Farinetti, che nei sei mesi dell’evento prevede di servire 2,2 milioni di pasti, in collaborazione con l’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo. “L’esperienza di Eataly nel settore della gastronomia è uno dei migliori biglietti da visita con cui possiamo presentare il nostro Paese durante l’esposizione universale”, ha spiegato l’amministratore delegato di Expo spa, Giuseppe Sala, quando ha presentato il progetto. Farinetti ha aggiunto che “Eataly non solo è lieta, ma è anche orgogliosa di partecipare da protagonista alla vita di Expo 2015. Basta con i gufi di Expo: i visitatori saranno più dei 20 milioni previsti, saranno almeno 30 milioni, un terzo dei quali stranieri. Sarà l’occasione di fare uno scatto e raddoppiare esportazioni e turismo. Expo cambierà Milano e l’Italia come le Olimpiadi hanno cambiato Torino”. Non solo: “Nel futuro del nostro Paese”, ha aggiunto Farinetti, “per non soccombere, bisogna puntare sull’incremento delle esportazioni di agroalimentare di qualità e sulla crescita del numero di turisti stranieri. Sono le nostre due principali vocazioni, abbiamo prodotti alimentari, paesaggi e un patrimonio di opere d’arte incomparabili. Expo 2015 è un appuntamento fondamentale per favorire questi obiettivi e sicuramente non li mancherà”. Meno lieti i concorrenti di Farinetti. Piero Sassone, presidente di Icif ( Italian Culinary Institute for Foreigners ) – che già ha presentato al presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, un esposto in cui denuncia presunte irregolarità nella gara per la ristorazione al padiglione Italia – si chiede: “Ma è possibile che a Eataly siano stati dati due padiglioni senza gara? Cantone e il Bureau International des Expositions non hanno niente da eccepire?”. I 20 ristoranti di Italy is E a ta l y saranno gestiti a turno, un mese ciascuno, da 120 ristoratori italiani, a cui andrà il 70 per cento degli incassi. Il resto a Farinetti, che nei suoi 8 mila metri quadrati si propone di “esaltare la biodiversità della cucina e dei nostri prodotti agroalimentari, il nostro vero primato nel mondo”.

TRA I RISTORATORI italiani è già partita la gara (sotterranea) per essere presenti: ma con quali criteri saranno decisi i sommersi e i salvati? Con quale discrezionalità? Ottenendo in cambio che cosa? A Farinetti, ex distributore di elettrodomestici (Unieuro), è stato regalato un potere immenso: quello di scegliere i ristoranti e i ristoratori che dovranno rappresentare l’Italia di fronte al mondo. Così Expo, che inizialmente doveva essere la manifestazione planetaria della biodiversità e della sostenibilità, si trasformerà in una grossa sagra postmoderna della gastronomia. E non c’è solo Eataly. Anche Coop ha (senza gara) un grande spazio nell’esposizione: come official premium partner ”, dietro versamento di 12,4 milioni di euro, sta mettendo in piedi una delle cinque aree tematiche dell’esposizione, il Future food district , 2.500 metri quadrati di supermercato digitalizzato del futuro.

Sono una decina i marchi del settore alimentare e della distribuzione che figurano come partner o sponsor di Expo. Da loro, la società di Sala, in cambio della visibilità e degli spazi assegnati, riceve denaro e forniture di beni o servizi. Le entrate previste per Expo spa sono di 400 milioni. Chi paga di più, almeno 20 milioni, è official global partner (Telecom, Fiat, Intesa, Samsung e anche, a dimostrazione che per cercare di far quadrare i conti non si va per il sottile, Selex Es, società del settore difesa, cioè armamenti e affini).

CHI SGANCIA tra i 10 e i 20 milioni, come Coop, è invece official premium partner . Si è infine official partner con un investimento tra i 3 e i 10 milioni: tra questi, Moretti (gruppo Heineken), Coca-Cola (che avrà nel sito un intero padiglione), SanPellegrino (gruppo Nestlé), Ferrero, Illy, Martini & Rossi (Bacardi), Algida (Unilever) e San He Tea. Sopra tutti, Farinetti, che nel 2015 è destinato a diventare il padrone della ristorazione italiana.











PD vota Forza Italia

Silvio Alessi, candidato "azzurro" scelto dall'uomo di Dell'Utri, vince le primarie del centrosinistra. In campagna elettorale ha detto: "La mafia? Non ne so parlare, non penso sia presente qui. Ad Agrigento ci sono disagio sociale e microcriminalità, questo sì". Dopo il trionfo commenta: "Io sono amico di tutti".
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/23/agrigento-alle-primarie-bipartisan-candidato-forza-italia-straccia-pd/1529720/











INDAGATI E CONDANNATI DEL PD
(solo per l'anno 2016)


(legenda: P=patteggiamento, A=arresto, I=indagato, R=rinviato a giudizio o imputato)


PIEMONTE 8
A P Bartolomeo Valentino ex assessore di Collegno (Torino): 2 anni per concussione.
P Antonio Tenace assessore della Provincia di Novara: 2 mesi e 20 giorni per violazione del segreto d’ufficio.
R Michele Cressano consigliere comunale a Vercelli: falso ideologico e abuso d’ufficio.
P Giusi La Ganga candidato alle ultime elezioni comunali del Pd: 20 mesi di reclusione e multa di 500 milioni di lire per finanziamento illecito ai partiti.
I Giuseppe Catizone sindaco di Nichelino: abuso edilizio.
R Andrea Oddone sindaco di Ovada: omicidio colposo.
I Franco De Amicis ex segretario Pd Basso Canavese: bancarotta fraudolenta.

LIGURIA 8
A Franco Pronzato ex consigliere di Claudio Burlando e Bersani: corruzione.

A Franco Bonanini presidente del Parco delle Cinque Terre e parlamentare europeo: truffa e associazione a delinquere.
A Roberto Drocchi funzionario, ex candidato di Savona: truffa continuata e falso in atti pubblici.
I Vito Vattuone consigliere regionale: associazione per delinquere, corruzione e altri reati.
I Giancarlo Cassini assessore regionale all’Agricoltura: associazione a delinquere, corruzione e altri reati.
P Massimo Casagrande ex consigliere comunale di Genova: 1 anno e 6 mesi per corruzione.
P Claudio Fedrazzoni ex consigliere comunale di Genova: 1 anno e 6 mesi per turbativa d’asta.
P Stefano Francesca ex portavoce del sindaco di Genova: 1 anno e 4 mesi per corruzione.

LOMBARDIA 2
I Filippo Penati ex presidente della Provincia di Milano: corruzione, concussione e finanziamento illecito.
A Tiziano Butturini ex sindaco di Trezzano sul Naviglio: 2 anni e 5 mesi per corruzione.

EMILIA-ROMAGNA 9
I Luigi Ralenti sindaco di Serramazzoni (Modena): corruzione e turbativa d’asta.
I Alberto Caldana ex assessore della Provincia di Modena: peculato.
P I Flavio Delbono ex sindaco di Bologna: 1 anno e 7 mesi per truffa aggravata, peculato, intralcio alla giustizia.
I Alberto Ravaioli sindaco di Rimini: abuso d’ufficio.
I Aldo Preda, ex senatore, Cinzia Ghirardelli, membro coordinamento provinciale, Cesare Marucci, ex consigliere comunale di Ravenna, Gianluca Dradi ex assessore di Ravenna: tutti per falso in bilancio.
I Nerio Marchesini attivista: trasferimento fraudolento di valori di una ‘ndrina calabrese.

TOSCANA 15
R Alberto Formigli ex capogruppo in comune a Firenze: associazione per delinquere, corruzione e altri reati.
R Salvatore Scino vicepresidente del consiglio comunale: falso ideologico.
I Andrea Vignini sindaco di Cortona (Arezzo): abuso d’ufficio.
I Graziano Cioni ex assessore di Firenze: corruzione e violenza privata.
I Gianni Biagi ex assessore all’Urbanistica di Firenze: corruzione.
I Gianluca Parrini consigliere regionale: abuso d’ufficio.
I Gian Piero Luchi ex sindaco di Barberino del Mugello: abuso d’ufficio.
I Alberto Lotti ex vicesindaco di Barberino del Mugello: corruzione e abuso d’ufficio.
I Paolo Cocchi ex assessore regionale: abuso d’ufficio.
I Daniele Giovannini ex assessore comunale di Barberino del Mugello: abuso d’ufficio.
I Giovanni Guerrisi consigliere comunale di Barberino del Mugello: falso ideologico.
I Marzio Flavio Morini sindaco di Scansano (Grosseto): corruzione.
I Fabrizio Agnorelli sindaco di Piancastagnaio (Siena): truffa aggravata e falso.
R Fabrizio Neri ex sindaco di Massa-Carrara: abuso d’ufficio.
I Antonella Chiavacci ex sindaco di Montespertoli: omissione di controllo.

UMBRIA 7
I Eros Brega presidente del consiglio regionale: peculato e concussione.
I Maria Rita Lorenzetti ex presidente della regione: abuso d’ufficio.
I Maurizio Rosi ex assessore regionale alla Sanità: abuso d’ufficio.
I Luca Barberini consigliere regionale: peculato.
I Nando Misnetti sindaco di Foligno: peculato.
I Sandra Santoni ex capo di gabinetto di Lorenzetti: peculato.
R Giacomo Porrazzini ex sindaco di Terni ed ex deputato europeo: disastro ambientale e truffa.

MARCHE 1
P Fabio Sturani ex sindaco di Ancona: 1 anno e 9 mesi e interdizione dai pubblici uffici per 5 anni per concussione.

PUGLIA 7
P Domenico Gatti sindaco di Modugno (Bari): falso ideologico.
I Alberto Tedesco senatore: associazione per delinquere, corruzione, concussione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio e falso.
I Michele Mazzarano ex segretario organizzativo del partito: finanziamento illecito ai partiti.
R P Flavio Fasano ex sindaco di Gallipoli (Lecce) ed ex assessore provinciale ai Lavori pubblici: 2 anni per falso e rinviato a giudizio per turbativa d’asta.
A I Sandro Frisullo ex vicepresidente della regione: associazione a delinquere e turbativa d’asta.
I Antonio De Caro capogruppo al consiglio regionale ed ex assessore di Bari alla Mobilità e al traffico: tentativo d’abuso d’ufficio.
I Adolfo Schiraldi ex presidente consiglio comunale di Triggiano (Bari): concussione.

CALABRIA 4
R I Agazio Loiero ex governatore regionale: associazione per delinquere, falso e abuso d’ufficio e imputato per abuso d’ufficio.
R Nicola Adamo ex vicepresidente della giunta regionale: associazione per delinquere, falso e abuso d’ufficio e imputato per associazione per delinquere, concussione, abuso d’ufficio.
A I Pietro Ruffolo assessore comunale di Cosenza: associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio, e arrestato per detenzione abusiva d’armi.
P Giuseppe Mercurio ex capogruppo al Comune di Crotone, 4 anni per voto di scambio.

VENETO 2
P Statis Tsuroplis imprenditore iscritto al partito ed ex consigliere del sindaco di Venezia: 1 anno e 9 mesi per corruzione.
P Tullio Cambruzzi, tesserato pd e manager pubblico: corruzione, ha patteggiato 2 anni.

LAZIO 6
Piero Marrazzo ex presidente della regione dimessosi dopo una vicenda di cocaina e trans.
R Francesco Paolo Posa ex sindaco di Frascati e consigliere provinciale: truffa, falso e indebita percezione di erogazioni pubbliche.
I Guido Milana eurodeputato ed ex presidente del consiglio regionale: truffa, falso e indebita percezione di erogazioni pubbliche.
I Ruggero Ruggeri consigliere provinciale: truffa, falso e indebita percezione di erogazioni pubbliche.
R Valdo Napoli ex assessore all’Ambiente di Montefiascone: corruzione.

CAMPANIA 13
R I Antonio Bassolino ex presidente della regione: epidemia colposa e omissione d’atti d’ufficio, sotto processo per truffa aggravata ai danni dello Stato e frodi in pubbliche forniture e per peculato.
I Rosa Russo Iervolino ex sindaco di Napoli: epidemia colposa e omissione in atti d’ufficio.
I Andrea Lettieri ex sindaco di Gricignano d’Aversa (Caserta): concorso esterno in associazione mafiosa.
I R Vincenzo De Luca ex senatore e sindaco di Salerno: abuso d’ufficio, concussione, associazione per delinquere finalizzata a truffa e falso.
P Corrado Gabriele consigliere regionale ed ex assessore regionale: 4 anni e 3 mesi per pedofilia.
A R Aniello Cimitile presidente della Provincia di Benevento: falso.
I Enrico Fabozzi sindaco Villa Literno: concorso esterno in associazione mafiosa
A I Fabio Solano componente direttivo cittadino pd di Benevento: truffa.
I Giuseppe Russo cons. regionale: truffa. Carlo Nastelli ex consigliere comunale di Castellammare: tentata estorsione.
R Carlo Nastelli, Nino Longobardi, Antonio Cinque ex consiglieri comunali di Castellammare di Stabia: truffa ai danni dello Stato e concorso in falso.
R Eligio Tombolillo e la sua Giunta condannati in appello dalla Corte dei Conti al risarcimento di 830.000 euro alle casse comunali per danno erariale! Sentenza n. 402 del 2011 consultabile nella banca dati del sito www.corteconti.it

SARDEGNA 3
I Renato Soru, ex presidente regione, consigliere regionale e membro della segreteria nazionale: aggiotaggio, assolto in primo grado per abuso d’ufficio e turbativa d’asta.
P Graziano Milia presidente Provincia di Cagliari: 1 anno e 4 mesi per abuso d’ufficio.
I Roberto Deriu, presidente Provincia di Nuoro: abuso d’ufficio.

ABRUZZO 7
R Ottaviano Del Turco ex presidente della regione: associazione per delinquere, concussione, corruzione e altri reati.
R Antonio Boschetti ex assessore regionale alle Attività produttive: associazione per delinquere, concussione e altri reati.
R Bernardo Mazzocca ex assessore regionale alla Sanità. associazione per delinquere, concussione e abuso d’ufficio.
R Camillo Cesarone ex capogruppo alla regione: associazione per delinquere, concussione e corruzione.
P Luciano D’Alfonso ex sindaco di Pescara: 4 mesi per abuso d’ufficio.
I Massimo Cialente sindaco dell’Aquila: rifiuto in atti d’ufficio.
I Fabio Ranieri consigliere comunale dell’Aquila: truffa.

BASILICATA 4
I Franco Stella presidente Provincia Matera: indagato per abuso d’ufficio.
R Prospero De Franchi ex presidente del consiglio regionale: rinviato a giudizio per falso e truffa.
R Pasquale Robortella consigliere regionale e sindaco di San Martino d’Agri: rinviato a giudizio per truffa ai danni dell’Ue.
I Nicola Montesano consigliere comunale di Policoro (Matera): indagato per falso e turbativa d’asta.

SICILIA 7
A Gaspare Vitrano deputato regionale: concussione.
I Elio Galvagno consigliere regionale: falso in bilancio.
I Salvatore Termine consigliere regionale: falso in bilancio.
I Vladimiro Crisafulli senatore: falso in bilancio, rinviato a giudizio per abuso d’ufficio.
I Giuseppe Picciolo deputato regionale: calunnia.
P Vittorio Gambino funzionario: falso in atto pubblico.
P Giuseppe Palermo funzionario: falso in atto pubblico.



ULTIMI AGGIORNAMENTI ANNO 2016:
  1. 1 gennaio: nuovo avviso di garanzia per Crisafulli PD - Enna 
  2. 5 gennaio: indagato Fabozzi del PD – Caserta 
  3. 8 gennaio: indagato Ferro (PD) – Quarto 
  4. 7 gennaio: condannato Ozzimo (PD) per corruzione – Roma
  5. 11 gennaio: indagato Lucini (PD) – Como 
  6. 12 gennaio: indagato Cimiotta (PD) – Marsala 
  7. 13 gennaio: Operazione della Gdf, Ballardin (PD) ai domiciliari - Luino
  8. 14 gennaio: indagato eurodeputato Caputo (PD) - Campania 
  9. 15 gennaio: consiglieri maggioranza PD legati alla mafia – Catania 
  10. 22 gennaio: condannato ex sindaco PD per corruzione - Gallipoli 
  11. 23 gennaio: sindaco Vecchi (PD) compra casa da un mafioso – Reggio 
  12. 25 gennaio: condannato Abaterusso (PD) - Puglia 
  13. 26 gennaio: avviso di garanzia a Montino (PD) – Fiumicino 
  14. 27 gennaio: indagati tre assessori giunta Marino (PD) – Roma 
  15. 28 gennaio: avviso di garanzia a De Luca (PD) – Salerno
  16. 28 gennaio: a processo il presidente di seggio che aggiunse voti al PD – Reggio Emilia 
  17. 2 febbraio: carabinieri perquisiscono comune per presunte infiltrazioni camorra – Pozzuoli 
  18. 7 febbraio: richiesta custodia cautelare per assessore PD - Catanzaro 
  19. 8 febbraio: nipote boss 'ndrangheta eletto segretario dei Giovani Democratici – La Spezia
  20. 9 febbraio: parte il processo “firme false” lista Chiamparino
  21. 9 febbraio: sen. Esposito (PD) condannato per diffamazione - Torino 
  22. 10 febbraio: rinviato a giudizio Ignazio Marino (PD) – Roma 
  23. 11 febbraio: presunti brogli tesseramenti PD – Basilicata
  24. 13 gennaio: Brenta (Varese), arrestati sindaco Pd ed ex capo dei vigili
  25. 15 febbraio: condannato ed deputato Bollomo (PD) – Palermo
  26. 16 febbraio: scoppia il caso primarie PD truccate a Salerno 
  27. 16 febbraio: indagato assessore Pieroni (PD) – Marche 
  28. 17 febbraio: la Corte dei conti condanna Fiorenza (PD) - Palermo 
  29. 17 febbraio: condannato Gaetani (PD) per bancarotta - Salerno 
  30. 18 febbraio: il PD salva dall’arresto il senatore De Siano – Roma 
  31. 23 febbraio: On. Nicotra (PD) condannato per danno erariale - Palermo 
  32. 26 febbraio: indagato Alfano, ministro del governo Renzi 
  33. 27 febbraio: rinvio a giudizio per l’ex sindaco PD di Moteriggioni 
  34. 1 marzo: ex sindaco Rusconi (PD) condannato - Valmadrera 
  35. 2 marzo: indagato sindaco Capizzo (PD) - Monreale 
  36. 4 marzo: udienza per la Paita (PD) al processo alluvione 2014 – Genova 
  37. 4 marzo: rinvio a giudizio per Cacciarellav – Ceprano 
  38. 5 marzo: indagato sindaco e assessori – Barletta 
  39. 6 marzo: indagato il sindaco De Rosa (PD) - Capasenna 
  40. 7 marzo: indagato sindaco Broglia (PD) – Crevalcore 
  41. 11 marzo: scoppia il caso primarie PD a Napoli 
  42. 12 marzo: scoppia il caso primarie PD a Roma 
  43. 12 marzo: consigliere Caviano (PD) patteggia per “firme false” – Em.R. 
  44. 12 marzo: a giudizio sindaco Piazza (PD) – Beinasco 
  45. 13 marzo: indagati Viviani e Novelli (PD) - Follonica 
  46. 14 marzo: iscritti ai Giovani PD denunciano brogli per la scelta del segretario giovanile – Roma 
  47. 14 marzo: indagati di dx e sx per la “gettonopoli” a Siracusa
  48. 15 marzo: indagata la deputata Bragantini (PD) 
  49. 15 marzo: il PD nomina il cugino del boss come “garante della legalità” a Moncalieri (TO)
  50. 16 marzo: Ministero Istruzione condannato a risarcire 
  51. 22 docenti per discriminazione 
  52. 16 marzo: rinviati a giudizio tre sindaci – Basilicata 
  53. 16 marzo: confermata la condanna per Lorenzetti (PD) – Umbria 
  54. 16 marzo: clinica dei Vip scuote la Regione Lazio 
  55. 17 marzo: rinviato a giudizio ex sindaco PD di Ascoli 
  56. 17 marzo: Denis Verdini condannato a 2 anni per corruzione 
  57. 17 marzo: “cocaina in municipio” sindaco Censi (PD) nei guai – PR 
  58. 17 marzo: scoperte 1150 tessere false del PD su 1200 iscritti a Ercolan
  59. 20 marzo: gli inquirenti indagano sul padre del Ministro Boschi
  60. 22 marzo: indagati sindaco e vicesindaco PD di Pescara 
  61. 22 marzo: rinviato a giudizio l'ex sindaco di Roma Ignazio Marino 
  62. 23 marzo: il governo non ha ancora sbloccato i fondi per le vittime di mafia 
  63. 24 marzo: De Luca (PD) conferma come consigliere personale il sindaco di Agropoli indagato
  64. 25 marzo: Ministero dei Trasporti indagato per inquinamento
  65. 25 marzo: frode e abuso: a processo sindaco e vicesindaco PD di Morciano
  66. 29 marzo: Torre del Greco: scrutatori scelti tra figli e parenti dei consiglieri comunali
  67. 30 marzo: alluvione Nuoro: indagato l'ex presidente della Provincia Deriu (PD)
  68. 30 marzo: Ignazio Marino in conferenza stampa: "Se avessi seguito il Pd ora sarei in cella"
  69. 30 marzo: Novara, il sindaco Ballarè (PD) nomina il cugino nel Cda della Fondazione
  70. 30 marzo: Banca Etruria, a rischio pignoramento i beni di Boschi
  71. 31 marzo: Beni Comunali ceduti ad una Fondazione: 10 indagati nel centrosinistra Vibonese
  72. 31 marzo: sentenza TAR Toscana, il M5s chiede la pubblicazione delle spese sostenute dall'ex sindaco di Firenze Renzi
  73. 31 marzo: Milano – Elezioni, fra gli uomini di Sala ci sono ex democristiani e un condannato
  74. 31 marzo: indagato il compagno della Ministra Guidi (che si dimette)
  75. 31 marzo: Campania: condannato a sei anni consigliere regionale Iannace, già candidato con De Luca
  76. 1 aprile: condannato anche in appello Luigi Lusi (PD), appropriazione indebita
  77. 1 aprile: Viggiano, arrestata l'ex sindaca Rosaria Vicino (PD) 
  78. 1 aprile: spese pazze all'ARS, conclusione indagini per Gianni Gennuso, Marziano e Bonomo 
  79. 1 aprile: la viceministro Teresa Bellanova (PD), denunciata in Procura.Due gli articoli di legge violati: il n. 98 del DPR 361/1957 sulle elezioni e l'articolo 51 comma 2 della legge n. 352 del 25/05/1970 che disciplina i referendum.
  80. 1 aprile: L'assessore all'Agricoltura ed ex capogruppo del Pd all'Ars, Antonello Cracolici, è stato condannato in primo grado dalla Corte dei conti
  81. 1 aprile: Colazioni istituzionali da 800 euro «a botta». Dopo Ignazio Marino, anche Matteo Renzi rischia di «scivolare» sulle spese di rappresentanza pagate con i soldi del Comune di Firenze
  82. 4 aprile: scandalo petrolio, indagato il capo della Marina, Gabriele De Giorgi, già nella segreteria del Sottosegretario Manzione (governo Renzi)
  83. 4 aprile: Fiumicino, il consiglio comunale boccia l’Odg che chiedeva le dimissioni del sindaco PD indagato con la giunta e vari consiglieri
  84. 4 aprile: Monreale, indagato l’assessore alla Polizia Municipale, Sandro Russo (PD)
  85. 5 aprile: referendum trivelle, il presidente della Puglia Emiliano (PD) denuncia “Intimidazioni dei capetti del PD”
  86. 6 aprile: chiesti 4 anni di galera per l’europarlamentare PD, Renato Soruv – evasione fiscale
  87. 7 aprile: Guidi e le telefonate di favore per l'aeroporto di Firenze. Pastena: “Usciranno foto di Delrio con i mafiosi”
  88. 7 aprile: Ex cava di Vaglia: indagato l’ex Sindaco (PD)
  89. 7 aprile: L’ordine dei giornalisti condanna le offese alle giornaliste da parte del sindaco PD di Brindisi.
  90. 7 aprile: l’Asl di Brindisi si è costituita parte civile contro Mauro Vizzino (consigliere regionale eletto nella lista Emiliano) accusato di peculato
  91. 7 aprile: l’ex ministra Guidi intercettata: “Padoan l’ha messo li la cricca del petrolio”
  92. 7 aprile: Alluvione 2014: concesso a Paita (PD) il rito abbreviato così la Regione non sarà più responsabile civile. Accuse per omicidio e disastro colposi
  93. 8 aprile: il Tar conferma lo sgombero della sede storica del PD in via Giubbonari (100mila euro la morosità nel pagamento dell’affitto al Comune)
  94. 8 aprile: Sala, candidato sindaco del PD-centrosinistra a Milano dichiara: “L'omissione della casa in Svizzera nella dichiarazione delle imposte? Una dimenticanza” 
  95. 8 aprile: Rimborsopoli Piemonte: chiesti 2 anni e 4 mesi per Cota (Lega), 3 anni per Stara (PD) e Dell’Utri (Moderati)
  96. 11 aprile: Voto di scambio. Comincia a Marsala il processo all’ex consigliere Vito Cimiotta (PD)
  97. 11 aprile: BARATTER INDAGATO PER CORRUZIONE ELETTORALE viene sospeso da capogruppo. Il Pd in Trentino governa ufficialmente con un consigliere indagato per corruzione elettorale. 
  98. 11 aprile: ‘Ndrangheta in Emilia, M5s: “Delrio ha mentito ai pm. Ecco i documenti”
  99. 12 aprile: falso in atto pubblico, rinvio a giudizio per De Luca (PD)
  100. 12 aprile: Finale Emilia, carabinieri in Comune: indagati il sindaco e tre assessori (PD-centrosinistra)
  101. 12 aprile: Caso Gesturist, in sei a processo per abuso d’ufficio, truffa e falso: c’è anche ex sindaco Pd di Cesenatico
  102. 12 aprile: inchiesta petrolio, indagato il sottosegretario De Filippo (PD)
  103. 12 aprile: Il candidato avversario è disabile, il Pd lo insulta – Savona
  104. 12 Aprile: Mose, via al processo. Alla sbarra ex ministro Matteoli (Pdl) ed ex sindaco Orsoni (PD)
  105. 12 aprile: Palermo, martedì all'Ars mozione di censura all'assessore Cracolici (PD)
  106. 13 aprile: Brindisi. a giudizio Mauro Vizzino (giunta Emiliano)
  107. 17 aprile: Potenza, indagato il numero due di Confindustria. Coinvolto anche Paolo Quinto del PD
  108. 19 aprile: Palermo, mozione di sfiducia al consigliere regionale Cracolici (PD) 
  109. 19 aprile: Civitavecchia, Delrio riconferma commissario all'autorità portuale indagato per falso
  110. 19 aprile: Potenza, scandalo petrolio. Il sottosegretario PD alla sindaca: "Tuo figlio lo mando all'Eni come se fosse mio"
  111. 19 aprile: Roma, il deputato PD Marco di Stefano rinviato a giudizio 
  112. 19 aprile: Potenza, il consigliere regionale Robotella (PD) indagato 
  113. 19 aprile: Roma, Sin Spa porta in tribunale Carbone (PD) 
  114. 20 aprile: Firenze, sesto processo per Verdini 
  115. 20 aprile: Rimini, crack Aeradia, Tribunale Riesame conferma i sequestri al Sindaco di Rimini (PD)
  116. 20 aprile: Vibo Valentia, 23 arresti per ‘ndrangheta. Indagato presidente della provincia eletto da Pd, Ncd, FI e Fdi: ‘Favoriva le cosche’
  117. 20 aprile: Brescello, comune amministrato dal PD sciolto per mafia
  118. 21 aprile: Alcamo, la Procura ha chiesto il carcere per l’ex senatore Nino Papania (PD). 
  119. 21 aprile: Brindisi, indagato l'assessore regionale Amati del PD
  120. 21 aprile: rifiuti, 116 indagati a Firenze. "Coinvolta la cricca renziana"
  121. 21 aprile: Caltagirone, abuso d'ufficio, rinviato a giudizio sindaco PD
  122. 21 aprile: Gavorrano, la Corte dei Conti condanna l'ex sindaco Borghi (PD)
  123. 21 aprile: Palermo, Voto di scambio, l’ex senatore Pd Papania condannato a otto mesi di carcere
  124. 22 aprile: Pizzo Calabro, Operazione “Costa pulita”: si dimette consigliere comunale (centrosinistra)
  125. 22 aprile: Cagliari, False comunicazioni sociali a Tiscali, il pm chiede rinvio a giudizio per Soru (PD)
  126. 22 aprile: Rho, Minacce, affari e politica: condanne fino a 10 anni per gli uomini del clan Galati - Riconosciuto colpevole anche un l'ex consigliere comunale del Pd di Rho, Luigi Addisi
  127. 22 aprile: Battipaglia, a giudizio l’ex consigliere Orlando Pastina (centrosinistra)
  128. 22 aprile: Cerveteri, Festa dell'Unità, un rinvio a giudizio
  129. 22 aprile: pubblicato l'elenco dei 124 indagati del PD
  130. 23 aprile: Bisceglie, indagato per tentata estorsione il sindaco trasformista finito nelle fila del PD
  131. 23 aprile: Milano, in candidato del PD Sala al voto da indagato per le case “dimenticate”
  132. 23 aprile: Livorno, Aamps, indagato anche Enzo Chioini, ex portavoce del sindaco PD
  133. 23 aprile: Rimini, Ex assessore (centrosinistra) arrestato mentre intasca una bustarella
  134. 23 aprile: Cerveteri, Rinviato a giudizio un dirigente del Partito democratico
  135. 23 aprile: Napoli, Inchiesta sulla variante di Piazza della Libertà De Luca rinviato a giudizio
  136. 23 aprile: Pd, pubblicato l'elenco dei 18 indagati tra viceministri deputati e senatori
  137. 26 aprile: Caserta, Camorra, tangenti e appalti truccati per favorire Casalesi: in carcere anche l’ex sindaco PD di Santa Maria Capua Vetere
  138. 26 aprile: Camorra, indagato presidente del PD in Campania Stefano Graziano
  139. 27 aprile: favori ai clan, spunta il nome della ministra Lorenzin
  140. 28 aprile: la ministra Giannini condannata a risarcire l'Università di Perugia
  141. 28 aprile: Il carabiniere infiltrato, fermato quando scoprì i rapporti dei Casalesi anche con la sinistra
  142. 28 aprile: Torino, conflitto d'interessi all'Amiat. La cooperativa vincitrice dell'appalto è guidata dalla sorella di una consigliera PD
  143. 28 aprile: Camorra, pubblicate le telefonate tra Graziano (PD) e Zagaria 
  144. 28 aprile: Firenze, Nardella nei guai per la casa comprata con tre maxi assegni
  145. 29 aprile: Cosenza, il PD candida Adamo ...che è indagato
  146. 29 aprile: Cerveteri, Rinaldi (PD) condannato in primo grado 
  147. 29 aprile: assunzioni troppo facili a Nettuno, condannato l'ex sindaco di centrosinistra 
  148. 29 aprile: Siracusa, arrestato consigliere comunale del PD mentre trasportava 20 Kg. di droga
  149. 30 aprile: Polesine Zibello, il candidato sindaco Censi (PD) è indagato 
  150. 30 aprile: San Giorgio di Nogaro, Consorzio Ziac lo scandalo si allarga: è indagato tutto il CdA compreso l'ex sindaco Duz del PD
  151. 30 aprile: Mugello, indagato l'ex sindaco Bettarini (PD)
  152. 30 aprile: 'ndrangheta a Vibo Valentia. Indagato anche il sindaco PD di Briatico 
  153. 30 aprile: Cagliari, la Barracciu (PD) rinviata a giudizio per peculato
  154. 3 maggio: Verdini rinviato a giudizio a Firenze
  155. 3 maggio: Cosenza, il PD candida Guccione (indagato)
  156. 3 maggio: Reggio Emilia, indagine sul catasto, in cui era coinvolto il consigliere comunale Scarpino, bloccata dalla prescrizione.
  157. 3 maggio: Siracusa, il GIP convalida l'arresto di Bonafede (PD)
  158. 3 maggio: Lodi, arrestato il sindaco Uggetti (PD)
  159. 5 maggio: Lodi, il sindaco Uggetti (PD) confessa
  160. 5 maggio: Renato Soru (PD) condannato per evasione fiscale lascia il parttito ma resta eurodeputato
  161. 6 maggio: Borore (Nuoro), coinvolto nell'inchiesta Hazzard, Ghisu (PD) rinuncia alla candidatura
  162. 8 maggio: Napoli, il PD mette in lista chi dava soldi ai gazebo delle primarie
  163. 8 maggio: Genova, chiesti 2 anni e 8 mesi di carcere per la Paita (PD)
  164. 12 maggio: Messina. brogli elettorali e mafia, coinvolto anche Paolo David (eletto nel PD)
  165. 12 maggio: Siracusa, la Prefettura sospende dall'incarico il consigliere del PD arrestato per droga
  166. 12 maggio: Palermo, l'ex deputato PD Genovese condannato a pagare 12 milioni di euro per evasione fiscale
  167. 12 maggio: Taranto, il PD candida a sindaco un imputato nel processo Ambiente Svenduto
  168. 12 maggio: Macerata, lottizzazione di Corneto, rinviati a giudizio i due ex consiglieri (Centrosinistra)
  169. 12 maggio: Lanciano (Ch), la lista che appoggia il sindaco PD candida capolista Valentina Maio condannata in primo grado a 8 mesi di carcere per evasione fiscale
  170. 12 maggio: Alfano: "Il Comune di Brescello assoggettato alla cosca Grande Aracri"
  171. 13 maggio: Valdarno, Leonardo Simoni (PD) arrestato per le piante di marijuana nel giardino
  172. 14 maggio: Alcamo, condannato per diffamazione l'ex sindaco Bonventre (PD)
  173. 15 maggio: Vibo Valentia, 23 arresti per 'ndrangheta. Indagato presidente della provincia eletto nel PD
  174. 15 maggio: Marcianise, l'ex sindaco PD Filippo Fecondo indagato per associazione camorristica
  175. 15 maggio: San Giorgio Jonico, il PD candida Schiraldi, imputato
  176. 15 maggio: mafia e voto di scambio a Messina, interrogato il consigliere PD David
  177. 15 maggio: Specchia (Le), abuso d’ufficio, confermata condanna per ex sindaco Antonio Lia (centrosinistra)
  178. 15 maggio: Marcianise, camorra, indagato capobastone PD
  179. 16 maggio: Roma, nel PD di Giachetti c'è una candidata finanziata da Mafia Capitale
  180. 16 maggio: Sinatra (centrosinistra) di nuovo nei guai per la gara del Cara di Mineo
  181. 16 maggio: Modena, inchiesta sul policlinico, rinvio a giudizio per Giannotti (ex deputato Ds)
  182. 16 maggio: Potenza, nell'inchiesta petrolio indagate 60 persone e 10 società. Trei i politici, tutti del PD
  183. 16 maggio: Cosenza, il PD candida Carlo Guccione, indagato per l’inchiesta “Rimborsopoli”
  184. 17 maggio: Portici (Na), il sidaco-magistrato Nicola Marrone (centrosinistra-PD) è indagato per abuso d'ufficio 
  185. 17 maggio: segretaria comunale sequestrata, a giudizio l'ex sindaco PD di Norma (Latina)
  186. 17 maggio: Lecco, confermata la condanna per Palermo (ex consigliere PD) 
  187. 17 maggio: Gaeta, la Corte dei Conti contro l'ex sindaco PD Raimondi, procedimento per 3 milioni di euro 
  188. 17 maggio: Palermo, il consigliere Di Giacinto (centrosinistra) rinviato a giudizio
  189. 17 maggio: Cara di Mineo, nove sindaci (Pd e centrodestra) rinviati a giudizio 
  190. 18 maggio: Catania, il marito della Finocchiaro (impotato per truffa) nominato consigliere del registro tumori
  191. 18 maggio: Rho, riciclaggio di denaro, Luigi Addisi (PDO) condannato a 7 anni di carcere
  192. 18 maggio: Agrigento, ex assessore della giunta Crocetta condannato a un risarcimento di 45.000 euro
  193. 19 maggio: Reggio Emilia, l'ex consigliere PD Antonio Olivo sotto processo
  194. 19 maggio: PD candida Alberto Lovati, nipote del boss della 'ndrangheta in un comune della Lombardia 
  195. 20 maggio: Trieste, grana Coop Operaie per il sindaco Pd Vosolini che punta a rielezione
  196. 20 maggio: Bracciano: l’ex sindaco Sala (PD) condannato a pagare 200mila euro al comune
  197. 20 maggio: Reggio Emilia, nel Pd esplode la bomba Olivo : andò a cena agli Antichi Sapori con Romolo Villirillo e Antonio Gualtieri, condannati a 12 anni 
  198. 20 maggio: Trieste, Immobili svenduti, condanna confermata per tutta la giunta Illy. L'ex governatore, insieme a tutti gli altri suoi assessori regionali, dovrà risarcire 700mila euro per cessione due beni finiti sul mercato in maniera irregolare 
  199. 20 maggio: Torino, la lista Moderati per Fassino candida Miano (che patteggià una pena di 5 mesi e dieci giorni di carcere per voto di scambio)
  200. 20 maggio: l'Antitrust sanziona Eataly del renziano Farinetti. Il marchio “vino libero” commercializzato da Eataly e pubblicizzato su quotidiani e network nazionali fino all’inizio di quest’anno ha veicolato un messaggio “fuorviante” a danno dei consumatori.
  201. 21 maggio: Roma, Marino attacca il Pd: “Consiglieri che firmarono mie dimissioni? Tutti ricandidati con Giachetti”
  202. 21 maggio: Napoli, Denis Verdini mette in lista (a sostegno della candidata sindaco PD) il figlio di un boss: “E’ presentabile.
  203. 22 maggio: Isernia, Finiti i controlli sulle aziende Scarabeo: evasione milionaria e sequestri per 700mila euro. La Guardia di Finanza di Isernia ha concluso le verifiche e i controlli sulla Elcom di Venafro: cinque indagati, tra cui il consigliere regionale del Pd Massimiliano Scarabeo e suo fratello Gabriele, già arrestati il 23 giugno dell’anno scorso,
  204. 22 maggio: Caserta, indagato per corruzione il sindaco di San Felice a Cancello (centrosinistra)
  205. 22 maggio: Messina, Gestione migranti a Fondachelli, tra i 6 indagati anche il sindaco Marco Pettinato (centrosinistra)
  206. 22 maggio: Firenze, Morte di Veronica al Forte Belvedere: il sindaco Domenici (PD) non garantì la sicurezza. La Cassazione ha confermato la condanna a un anno e sei mesi per omicidio colposo
  207. 22 maggio: TRIBUNALE DI ROMA: NEL PD LIBERTÀ LIMITATA. Il Tribunale civile di Roma ha sospeso la delibera con al quale Matteo Orfini aveva riorganizzato il partito romano. Il tribunale sostiene che "la delibera del commissario appare in contrasto sotto vari aspetti con gli Statuti nazionale e regionale, rischiando di limitare le facoltà riconosciute agli iscritti". In poche parole, il tribunale condanna i vertici del PD per aver violato la democrazia interna al partito. 
  208. 22 maggio: Avellino, Avellino, “Io voto De Luca al quadrato”. Manager di Acs scambiava posti e voti. All’ex senatore Pd disse: "Tranquillo, Acs è tutta schierata con te” 
  209. 23 maggio: Palermo, polemiche sulla giornata della legalita'. ‘No al teatrino Antimafia a Corleone’. Il Pd diserta le commemorazioni
  210. 24 maggio: Alcamo, Blitz della guardia di finanza. "Comitato d'affari su Alcamo". Arrestato l'ex vicesindaco (centrosinistra)
  211. 24 maggio: Cagliari, False comunicazioni sociali, a giugno Soru (PD) rischia un altro rinvio a giudizio
  212. 24 maggio: Napoli, Comunali Napoli 2016, per il candidato di Ala manifesto col morto. Ex consigliere Pdl e cognato di un boss
  213. Comunali Napoli 2016, per il candidato di Ala manifesto col morto. Ex consigliere Pdl e cognato di un boss. Un altro caso tra gli esponenti verdiniani che nel capoluogo campano sostengono la candidatura di Valeria Valente (Pd)
  214. 24 maggio: Camorra: Graziano (PD) si presenta in Procura
  215. 24 maggio: Catanzaro, Chiuse indagini su politici e cosche sul “Sistema Rende”. Cinque ex amministratori tra cui Principe del PD, indagati, voti in cambio di favori
  216. 25 maggio: Sindaco e Giunta PD di Savigliano sulla graticola per il caso delle firme false
  217. 25 maggio: Alcamo, truffa sul corso di formazione alla legalità. Arrestato l’ex vicesindaco Perricone (PD)
  218. 26 maggio: Firenze, Lungarno Firenze, sotto accusa Publiacqua: da Boschi a D’Angelis, il giglio magico nella partecipata del Comune. Dal 2009 la società è stata lo specchietto del potere renziano nel capoluogo toscano: negli anni hanno rivestito ruoli di primo piano l'attuale ministro per le Riforme e l'ex direttore de l'Unità. L'attuale presidente Vannoni è anche consulente del governo.
  219. 26 maggio: Catanzaro, fondatore del Pd in Calabria faceva assumere i membri della cosca. Le accuse a Sandro Principe, l’influente esponente politico cosentino. Secondo la Dda inseriva elementi chiave del clan nelle pubbliche amministrazioni in cambio di voti
  220. 26 maggio: Saviano a Renzi: “Si vergogni di Verdini e dei suoi alleati, scherani cosentiniani”. Vincenzo D'Anna, esponente di Ala, aveva attaccato duramente lo scrittore ("Icona farlocca, si è arricchito con un libro che ha pure copiato per metà") 
  221. 25 maggio: Messina, nuova tegola sul PD: arrestato consigliere per corruzione e voto di scambio
  222. 27 maggio: Brindisi, Un altro del Pd indagato: è Luperti, ex-assessore di Brindisi, figlio di un boss
  223. 27 maggio: Napoli, Riganato (Ala): “Camorra? Non esiste"
  224. 27 maggio: Messina, Indagato anche il sindaco di Villa San Giovanni (centrosinistra)
  225. 27 maggio: Napoli, Regione Campania: sospensione per il consigliere deluchiano Iannace
  226. 28 maggio: Spese facili in Regione Marche, chiesto il rinvio a giudizio per 61 imputati (PD, PDL, ecc.)
  227. 30 maggio: M5S: «A Triggiano, Bari, il Pd candida un rinviato a giudizio»
  228. 31 maggio: Torino, in lista con i Moderati per Fassino c'è anche Massimiliano Miano, che ha patteggiato una pena per corruzione elettorale.
  229. 31 maggio: Napoli, candidato Pd offre torta e spumante ai lavoratori in sede aziendale: scatta indagine interna
  230. 1 giugno: Salerno, richiesta di rinvio a giudizio per Alfonso Buoniauto (capo della segreteria politica di Vincenzo De Luca)
  231. 1 giugno: Caserta, INDAGATO L’EX SINDACO PD DI MARCIANISE AVREBBE RICEVUTO IL SOSTEGNO DEI CLAN NELLA SUA ELEZIONE
  232. 1 giugno: Palermo, Irfis, un bancomat da un miliardo in mano a Crocetta e ai suoi cari. Trasformata in una “pseudo-banca”, è guidata da condannati per danno all'erario.
  233. 2 giugno: Torino, Bufera sui volontari per Fassino, interrogazione al ministro dei Cinque stelle. Polemica per la paghetta assegnata solo ad alcuni degli studenti arruolati dall'università
  234. 2 giugno: Porto San Giorgio, le udienze del sindaco (PD) indagato
  235. 2 giugno: Lodi: sindaco del PD e l'avvocato rimangono agli arresti domiciliari. Rigettate istanze di liberazione, Uggetti arrestato 3 maggio
  236. 2 giugno: Lecco, Metastasi, “L'ex sindaco Rusconi (PD) favorì Palermo per motivi politici-elettorali”
  237. 2 giugno: Cesena, il Bidente esondò, ex sindaco PD a processo
  238. 3 giugno: Roma, la villa di Giachetti accatastata come "casa popolare"
  239. 4 giugno: Brescello sciolto per mafia, ex sindaco PD fa ricorso al Tar
  240. 5 giugno: Fondi per associazioni a Finale Ligure, indagato Casanova (centrosinistra - PD)
  241. 5 giugno: Amalfi l'ex sindaco Antonio De Luca (centrosinistra) condannato
  242. 5 giugno: Napoli, brogli durante la tornata elettorale
  243. 5 giugno: Napoli, denunciate intimidazioni fuori a seggi di Soccavo, Materdei e piazza Cavour
  244. 6 giugno: Brenta (VA), il comune con un solo candidato: il sindaco PD indagato e ai domiciliari
  245. 7 giugno: Como, Paratie, terremoto in municipio. Pronta la sfiducia per il sindaco PD
  246. 7 giugno: Peculato all'Asi di Potenza 10 condannati, c'è anche un consigliere regionale del centrosinistra
  247. 7 giugno: Platì, l'antimafia: "Sergi - centrosinistra - ha affinità con esponenti cosca"
  248. 7 giugno: Savigliano (CN), il sindaco si dimette (indagato per firme false)
  249. 8 giugno: Inchiesta nomine Asl, interrogato in Procura Coscioni (PD), consigliere in materia sanitaria del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, indagato per l'ipotesi di tentata concussione
  250. 8 giugno: RHO: Riciclaggio di danaro, Luigi Addisi (PD) condannato a sette anni di carcere
  251. 8 giugno: Consorzio Asi Potenza, dieci condannati per concorso in peculato per usi di fondi fra il 2007. Tre anni e sei mesi sono stati invece condannati il consigliere regionale Paolo Galante (PD)
  252. 8 giugno: Compravendita voti, perquisito Pd Napoli 
  253. 9 giugno: Campobasso, spese gruppi: condannato a 7 mesi i di reclusione Di Falco ex consigliere della Margherita 
  254. 9 giugno: Elezioni Napoli, perquisite abitazioni di 2 candidate Pd: associazione per delinquere
  255. 9 giugno: Mafie, il M5S: "Su catasto reggiano l'ombra della corruzione" -Era stato indagato anche il consigliere comunale Salvatore Scarpino del Partito democratico
  256. 10 giugno: Salerno, il sindaco cambia ma la giunta è ancora di De Luca: ci sono figlio, ex avvocato e...
  257. 10 giugno: Grosseto, Inceneritore Scarlino,14 indagati tra cui Periccioli (PD)
  258. 10 giugno: OMBRE SUL VOTO A NAPOLI, SOTTO INCHIESTA DUE CANDIDATE PD. IPOTESI CORRUZIONE ELETTORALE.
  259. 10 giugno: Catania, Condannato il marito della senatrice Finocchiaro per appalti irregolari 
  260. 11 giugno: Rimini: Crac Aeradria, rinviata a settembre la decisione sui rinvii a giudizio per gli imputati. Tra gli indagati c'è anche l'ex Sindaco (L'Ulivo-centrosinistra) Massimo Pironi, accusato di abuso d'ufficio.
  261. 12 giugno: L'AQUILA: CIALENTE (PD) INDAGATO CON RUGGIERI E IANNINI
  262. 12 giugno: Napoli, promesse di lavoro per votare Pd, gli indagati avvicinavano le madri di giovani disoccupati
  263. 12 giugno: S.Agata Militello (ME), processo “Camelot”, quinta udienza. Imputati GIUSEPPE CARMICIANO e MARCELLO DONATO LEMMA (PD)
  264. 12 giugno: Torino, assegni scoperti per pagare la campagna elettorale. Chiamato in causa Momo della lista Moderati per Fassino
  265. 13 giugno: Scandicci, inchiesta sull'assunzione lampo del sindaco PD
  266. 14 giugno: Caserta, scandalo Acms, condannati i consiglieri dell’era De Franciscis (Centrosinistra-L'Ulivo)
  267. 14 giugno: Campi Bisenzio (FI), ex sindaco Chini (Centrosinistra-L'Ulivo) rinviato a giudizio
  268. 14 giugno: Siracusa, tangenti sugli asili nido, indagato assessore PD
  269. 14 giugno: Palermo, Chiuse le indagini la procura chiede il giudizio per Tutino, il medico di Crocetta
  270. 14 giugno: Elezioni Napoli, quella foto tra l'attivista del Pd indagata per voto di scambio e il boss dei Barbudos ucciso a Ponticelli
  271. 15 giugno: Napoli, caso Ulleto parla un testimone: "Ho ricevuto dal PD pasta e biscotti in cambio del voto"
  272. 16 giugno: Villa Castelli (BR), abuso d'ufficio, turbativa d'asta e usurpazione: indagati sindaco PD, dipendenti comunali
  273. 16 giugno: Siracusa, Consigliere comunale PD arrestato per spaccio va a giudizio immediato
  274. 16 giugno: Taranto: usura, estorsioni, droga e contrabbando. Fra i 68 indagati Francesco Tagliente, cinquantenne vicesindaco uscente di Statte, candidato nella lista “Emiliano sindaco di Puglia” lo scorso anno alle elezioni regionali
  275. 16 giugno: Appalti "truccati" al Comune di Siracusa. Indagato un assessore Pd
  276. 16 giugno: Siracusa, "truccata la gara per asili nido". Indagati due politici Pd.
  277. 16 giugno: Il PD Fernando Marino ha mentito ai brindisini: ecco la condanna penale che nascondeva










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